martedì 27 maggio 2008

La truffa del "voto utile"

Il voto alla propria parte come unica possibilità per battere la parte avversa. E' il cosiddetto "voto utile" invocato nei sistemi bipartitici o bipolari dai due principali contendenti a scapito delle minoranze.

In Italia, finchè la legge elettorale in vigore è stata il Mattarellum (maggioritario uninominale con quota proporzionale del 25%), il richiamo del voto utile ha avuto scarso seguito, invece ha avuto pieno successo con il Porcellum (la legge elettorale di Calderoli: proporzionale con premio di maggioranza e soglia di sbarramento al 4%).

Resta da valutare se, a fare la differenza nella efficacia del richiamo del voto utile, tra il 2001 e il 2008, sia stato il diverso meccanismo elettorale, o il differente quadro politico, relativamente alla paura del ritorno di Berlusconi, il PD in luogo dell'Ulivo, la Sinistra Arcobaleno in luogo di Rifondazione Comunista.

Come che sia, in questa contingenza il "voto utile" è stato giocato da Veltroni in modo truffaldino, paventando una rimonta che non c'era, un testa a testa inesistente anche al Senato: non per battere il Pdl, ma per trasformare la propria prevedibile batosta in una sconfitta dignitosa e salvare così se stesso alla guida del PD.

Operazione perfettamente riuscita, anche grazie alla debolezza della Sinistra Arcobaleno i cui elettori (uno su due) sono trasmigrati nel PD. Tuttavia, sul piano strategico la linea di Veltroni si è rivelata fallimentare. Ha scelto di rompere l'alleanza a sinistra per essere più credibile al centro; rappresentarsi con un programma e con dei candidati ultramoderati, persino (unico tra i partiti della sinistra europea) i rappresentanti dell'associazione degli industriali (vedi Colannino e Calearo), per poi ritrovarsi stoppato al centro dall'Udc e prosciugare tutto il consenso alla sua sinistra, sfruttando la paura del ritorno di Berlusconi. Paura, che nella strategia veltroniana, avrebbe dovuto ormai essere archiviata, tanto da non voler mai neppure nominare il proprio avversario in campagna elettorale.

Data questa dinamica, quale possibilità di espansione può avere il PD nelle prossime elezioni politiche? E cosa succederà alle prossime elezioni amministrative o europee in assenza della torsione maggioritaria? Già il 13-14 aprile si è visto un netto divario nell'andamento delle politiche e delle amministrative (vedi scheda). Al momento, queste domande sono state rimosse dal gruppo dirigente veltroniano, con un'analisi difensiva e consolatoria volta a valorizzare la "sconfitta dignitosa", appunto l'obiettivo del "voto utile", ma un dibattito nel suo partito si è aperto comunque, per iniziativa dalemiana. L'articolo di analisi più puntuale è forse stato finora quello di Roberto Gualtieri: "Attento Walter, hai meno voti di quel che dici"

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