mercoledì 18 giugno 2008

Brunetta, il più amato dagli italiani

E' triste sapere che Renato Brunetta è il ministro più amato dagli italiani (forse il secondo, dietro Tremonti) per la sua battaglia ingaggiata contro gli statali «fannulloni». Un parroco a Roma, monsignor Giovanni Celi, gli ha dedicato pure una predica, nella parrocchia di San Giuseppe al Trionfale (Repubblica 16.06.2008).

Brunetta, come il resto del governo, mette nel mirino un capro espiatorio, e raccoglie facili consensi. I lavoratori statali sono percepiti come dei privilegiati dai lavoratori del settore privato, o peggio, dai precari e dai disoccupati. E in più si concedono pause caffé e assenze non giustificate.

La migliore condizione è indubbia. Orario ridotto e recuperi salariali più elevati, non sempre salari più alti. Ma qui, domandiamoci se l'uguaglianza va fatta al rialzo o al ribasso e se peggiorare le condizioni degli statali significa davvero migliorare quella dei privati o se invece l'arretramento di una categoria non si traduca in un arretramento di tutti. Anche se in tutti questi anni è stata predicata una redistribuzione egualitaria all'interno del recinto del proletariato, la perdita di diritti e di poteri è proceduta insieme in tutte le categorie del lavoro e dei pensionati.

Riguardo, i comportamenti individuali che violano il dettato del contratto, qui dovrebbe valere un principio di responsabilità individuale e non un'accusa indiscriminata nei confronti della categoria. Chi sono i fannulloni, chi non lavora, chi si assenta? Procedere con i controlli e sanzionare, senza esporre al pubblico disprezzo tutto il pubblico impiego.

Poi, bisognerebbe affrontare alcune questioni di fondo e distinguere manager, dirigenti, impiegati qualificati, impiegati generici. Per questi ultimi, il lavoro è meramente esecutivo e ripetitivo. Non faticoso, ma molto noioso, che non dà formazione, nè autorealizzazione. Qui c'è solo da minacciare licenziamenti e sanzioni o c'è anche da incentivare sul lato economico e sulla valorizzazione di un profilo professionale? La paura come motivazione può essere davvero molto produttiva?

Infine, c'è una questione di razionalizzazione degli uffici della pubblica amministrazione. Alcuni sono oberati di lavoro, altri no. Tanti «fannulloni» sono tali controvoglia, anzi quasi si sentono vittima di mobbing, fanno poco e nulla, tappano buchi, perchè a loro non viene assegnata nessuna vera mansione e per tante ore non sanno cosa possono fare.

Perseguire il consenso (facile dell'opinione pubblica) e perseguire una maggiore produttività ed efficienza nella pubblica amministrazione, non sono la stessa cosa, forse anzi sono due obiettivi alternativi tra loro.

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