domenica 22 giugno 2008

L'antiberlusconismo morale

Repubblica svolge una opposizione morale intransigente nei confronti del governo Berlusconi. Ieri, ha pubblicato un articolo di Curzio Maltese, in cui si denuncia un declino nella capacità di reazione della società civile di fronte agli attacchi del premier all'indipendenza della magistratura ed alle sue iniziative legislative "ad personam" volte a garantirgli l'impunità nei procedimenti giudiziari in cui è coinvolto.

Nel 1994, il decreto salva-ladri scatenò un movimento di protesta nel paese, a sostegno dell'inchiesta Mani Pulite del Pool di Milano, guidato da Saverio Borrelli. Nel 2001, le varie leggi ad personam suscitarono il movimento dei girotondi. Oggi, di ronte alle leggi che vietano le intercettazioni, bloccano i processi, impediscono di giudicare le più alte cariche dello stato, nulla, il silenzio, l'assuefazione, lottano solo i magistrati.

Questo silenzio dipende probabilmente dalla strategia anti-antiberlusconiana del Partito democratico, che avendo giocato tutte le sue fisce sul dialogo, sulla previsione di un Berlusconi reinventato "statista", oggi non ha subordinate credibili e infatti rimanda la battaglia all'autunno, ma dipende anche dal fallimento del governo Prodi. L'opinione pubblica non si solleva contro l'attuale premier, perchè non ha una alternativa, ha appena scelto di cambiare governo e lo ha fatto principalmente per ragioni di carattere economico-sociale.

L'opposizione a Berlusconi è sacrosanta sui temi del diritto, della questione morale e dell'indipendenza della magistratura. Ma non può essere solo una opposizione morale, ideale, di opinione, ha invece bisogno di innestarsi su alcune ragioni di pancia, non quelle dei bassi istinti, ma quelle delle condizioni materiali delle persone: i salari, i mutui, il precariato, la paura di impoverirsi. Temi sui quali il PD e il giornale di De Benedetti non sembrano avere da dire cose molto diverse da Berlusconi, perciò rinunciano a combatterlo, come Veltroni, o si ritrovano piuttosto solo, come Eugenio Scalfari. L'opposizione morale non basta, è necessaria una opposizione sociale.

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