sabato 14 giugno 2008

L'esercito nelle città

Il governo manda l'esercito nelle città, ma finora non è riuscito a conquistare neppure il consenso del PD, che pure, in Lombardia, si appresta a sdoganare le ronde, anche se non vuole chiamarle così.

Della militarizzazione della gestione dell'ordine pubblico, voluta soprattutto da An, per iniziativa del suo ministro alla Difesa, Ignazio La Russa, non è chiaro l'obiettivo. Due o tre militari per ogni poliziotto, nelle ore serali, nei quartieri delle grandi città, in particolare in quelli più "malfamati". Ma a fare cosa, che non possano già fare i poliziotti, mentre decine di migliaia di loro, stazionano negli uffici?

E quale effetto avrà quest'ennesima trovata securitaria nella percezione pubblica? Ci sentiremo più sicuri o avremo l'impressione di trovarci a Bogotà, in un clima che giustifica lo stato d'assedio e il coprifuoco? E se la percezione non cambia (in meglio), come è probabile, quale sarà la prossima mossa?

Può darsi però che nell'immediato la trovata porti bene, almeno nei sondaggi. Su questo versante, finora il governo ha avuto una buona fortuna. Ma il percorso di una legislatura è un percorso da maratoneta, che il Berlusconi IV sta affrontando da centometrista.

Sull'argomento si veda: Baionette per tutti i gusti.


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