venerdì 6 giugno 2008

La Spagna xenofoba come l'Italia?

Alle giuste accuse di razzismo e xenofobia mosse dal governo spagnolo all'Italia, la destra italiana è solita replicare rispedendo l'accusa al mittente: la Spagna contro i migranti sarebbe più violenta e razzista dell'Italia. Si veda questo post di Magdi Allam. Si vedano però anche i dati che pubblica sull'immigrazione nello stato iberico. I clandestini sono 1.105.000 contro i 650 mila in Italia.

E' vero che la politica spagnola sui migranti ha aspetti discutibili e condannabili, come quella di qualsiasi paese europeo: i cpt, le espulsioni e i respingimenti violenti, specie nell'enclave spagnola di Melilla, fortificata e periodicamente presa d'assalto dai migranti dell'area sub-sahariana, la moratoria nei confronti dei lavoratori dell'est.

Ma la Spagna svolge anche una politica di cooperazione e di aiuti finanziari ai paesi africani di emigrazione: ha triplicato il budget per la cooperazione, portandolo a 700 milioni di euro; fornisce sostegno legale, formazione (con la costruzione di scuole professionali nel campo dell’edilizia, dell’agricoltura, della pesca, del turismo, del catering) e quote di emigrazione legale. Insomma, oltre al bastone, anche la carota (vedi articolo).

L'intensificazione della lotta al lavoro nero è stata accompagnata da un ampliamento dei canali per l'ingresso nel mercato del lavoro anche utilizzando la possibilità del lavoro stagionale. "In Spagna non è indispensabile che uno straniero ottenga il permesso di soggiorno prima di cominciare a svolgere un'attività lavorativa sia autonoma che dipendente. Il titolo infatti serve solo a convalidare il proprio diritto a risiedere sul territorio nazionale" (scheda).

"Dal 2004 in Spagna vige una nuova legge sull'immigrazione assai più liberale della precedente. Non che gli spagnoli siano teneri con i clandestini, ma il sistema iberico tende a favorire chi si comporta bene e lavora e il governo ha abbandonato una strada di generale criminalizzazione dell'immigrato. Anche di quello clandestino. In Spagna infatti la legge prevede per tutti, anche per i clandestini, l'iscrizione all'anagrafe; questo comporta una serie di benefici (tra cui la consegna di una tessera sanitaria) che li spinge ad iscriversi" (articolo).

E per favorire il ritorno in patria degli immigrati, Zapatero propone di concedere loro l’intero salario di disoccupazione liquidato in contanti (articolo). Nella regione di Madrid, un cittadino su sei è immigrato e grazie agli immigrati il pil spagnolo, dal 2000 al 2006, è aumentato del 38%.

Nessun commento:

Posta un commento