lunedì 30 giugno 2008

Quote rosa

Oggi ho ascoltato una signora, una compagna, protestare contro le "quote rosa" che renderebbero le donne una sorta di "specie protetta". Lei stessa, alla conclusione del congresso di circolo, ha rifiutato di essere eletta nel direttivo, quasi offesa per il fatto di essere scelta in quanto donna. Ergo, reputa che le donne debbano essere scelte per le loro qualità individuali. Morale della favola: resta fuori, lei e le altre. Diversamente, senza "quote rosa" il discorso non cambia: lei e le altre, sempre fuori. Il fatto è che le donne negli organismi elettivi, in politica, in economia, nella magistratura, nei luoghi di potere, sono una minoranza esigua. In conseguenza, di un principio meritocratico? I casi sono due: 1) gli uomini sono in prevalenza migliori delle donne; 2) i meccanismi di selezione non sono neutri di fronte alla differenza di genere. In tal caso, qual'è la soluzione? Attendere che gli uomini si accorgano delle qualità individuali delle donne e finalmente concedano di valorizzarle?


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