giovedì 26 giugno 2008

Sinistra Critica

Lo annoto come puro pensiero fuggente. E se tra Nichi Vendola e Paolo Ferrero la scelta giusta fosse fuori Rifondazione? Scelta giusta, diciamo una scelta migliore, o semplicemente una possibile buona scelta. Per esempio, "Sinistra Critica". Li conosco, sono brave persone. Si è vero, Franco Turigliatto, il senatore che poi diede vita a questo movimento, compì una forzatura individuale (o individualista?), nel votare contro la missione in Afghanistan concorrendo così alla prima crisi del governo Prodi. Non tenne conto della tenuta del quadro politico. Ma quel quadro politico, ormai, meritava di essere tenuto? Quel quadro politico teneva anche noi, il nostro programma, i nostri interessi sociali di riferimento, la nostra gente? Si, è vero è un piccolo gruppo (0,5%). Ma tutta la Sinistra Arcobaleno al 3% non è un grande partito, e Rifondazione, una parte di quel cartello, oggi è pure a rischio di scissione. Cosa ne sarà di questo partito se si dividerà in due pezzi? Le forze dei vari pezzi finiranno per essere equivalenti e si procederà ad una riarticolazione, a nuove fusioni. Un piccolo gruppo non è radicato nel territorio, ma forse i circoli di Rifondazione, uno per ogni grande circoscrizione, lo sono? E realizzano un radicamento nel riunirsi a commentare i lavori della giunta comunale o di quella della circoscrizione, nel disperdere le proprie energie in mille rivoli sull'impronta delle competenze delle amministrazioni locali. Sinistra Critica almeno fa una campagna per il salario minimo. Fa campagne politiche e su quelle concentra le sue poche forze. Forse in buona parte, è solo la vecchia quarta internazionale? Questo non lo so, comunque, non era proprio una brutta cosa, sul piano personale mi erano simpatici, su tante cose ci andavo d'accordo, come radici culturali, certo non sono proprio le mie. Le mie sono staliniste, sono molto peggio, ma ci sono affezionato. Infine, Sinistra Critica ha avuto l'appoggio di Noam Chomsky e Ken Loach. Bellissimi nomi. Certo, in questo pensiero fuggente, c'è anche molto pessimismo, l'idea che forse per una lunga fase, l'essere comunista o anche solo l'essere coerentemente di sinistra, comporti, prima ancora che una pratica politica, una scelta culturale, di testimonianza. Se c'è poco da fare, anche un bel seminario è meglio che niente. Può darsi, ci penserò.

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