domenica 6 luglio 2008

Quel censimento etnico di settant'anni fa

Vi segnalo un bell'articolo di Gad Lerner: "Quel censimento etnico di settant'anni fa", dove tra le altre cose si scrive: «Un'insinuazione offensiva, la mia? Lo riconosco. Nessun leader politico italiano si dice favorevole alla "soluzione finale". Ma la deroga governativa al principio universalistico dei diritti di cittadinanza, sostenuta da giornali che esibiscono un linguaggio degno de "La Difesa della razza", aprono un varco all´inciviltà futura». Sono perfettamente d'accordo. Se volessi verificare la rassomiglianza di un neonato con i suoi genitori, più che fare il confronto con mamma e papà adulto, dovrei ricercare le loro immagini di neonati. Allora si, la rassomiglianza sarebbe evidente. Lo sterminio, le deportazioni, i pogrom, sono il frutto maturo del razzismo, non il suo embrione, il suo seme. Il confronto va fatto seme con seme, quel che viene seminato oggi, con quel che fu seminato molto tempo fa, prima del raccolto tragico della persecuzione razziale. Questo governo, le forze politiche che ne fanno parte, l'opinione pubblica che lo sostiene possono anche rifiutare indignati (fino a che punto poi?) l'accusa di essere malati di razzismo, e magari davvero questa malattia non ce l'hanno. Ma il loro sistema immunitario antirazzista dov'é, in cosa consiste, quali anticorpi mostrano in quel che pensano, dicono e fanno?

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