venerdì 11 luglio 2008

Bankitalia alleata imprevista

Dai sondaggi risulta che la maggioranza degli italiani sia contraria al lodo Alfano, la legge che mette al riparo le prime quattro cariche dello stato dalle inchieste e dai processi giudiziari, per salvare Berlusconi dalla prevedibile sentenza di condanna per corruzione in atti giudiziari, nel processo Mills. Tuttavia, questa contrarietà non modifica il giudizio complessivo su Berlusconi e il suo governo, la cui fiducia pare ancora abbastanza elevata. Insomma, si pensa male del modo in cui il cavaliere usa il suo potere per sottrarsi alla giustizia, senza farne una discriminante, come se fossero altre le cose importanti.

E in effetti, altre cose importanti non mancano: dalla pressione fiscale al potere d'acquisto dei salari. La contesa si giocherà qui e ciò mette in evidenza i limiti di piazza Navona, non tanto e non solo il primato di Grillo e Guzzanti, quanto l'assenza dei temi sociali di questa prima manifestazione di opposizione. Lo dice Rifondazione, specie Paolo Ferrero, che bisogna condurre una opposizione sociale al governo e, alleato imprevisto, di questa tesi (facciamo finta che sia così), è arrivato niente di meno che il governatore della Banca d'Italia a denunciare la questione salariale: potere d'acquisto fermo da quindici anni; e a confutare la Robin Hood Tax: i cui maggiori costi per banche e petrolieri saranno prevedibilmente traslati sui rincari.

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