mercoledì 20 agosto 2008

Guerra del Caucaso, diritto di secessione, la Nato ai confini della Russia

Repubblica 9 agosto 2008
Nessuno degli attori del conflitto si è mosso nel rispetto del Diritto internazionale. Nella denuncia della "spropositata" o "sproporzionata" reazione russa, è implicita l'ammissione di una responsabilità iniziale della Georgia, a cui la Russia ha, appunto, reagito. La reazione "spropositata" ha avuto come obiettivo la vittoria di una guerra lampo, la cui alternativa poteva essere un lungo e ben più sanguinoso pantano. La Russia ha chiesto la convocazione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che però, per le sue divisioni interne, non ha deliberato nulla. Gli Usa, è noto, sono solidali con la Georgia, e forse persino complici della sua impresa militare. Nel conflitto, il tempo e l'effetto sorpresa erano fattori decisivi. L'attacco all'Ossezia del sud è stato deciso mentre Putin era a Pechino per le Olimpiadi e Medvedev in vacanza. Se la Georgia fosse riuscita per tempo a occupare tutto il territorio sud-ossetino e a bloccare il tunnel di Roki, unica via di comunicazione tra Russia e Ossezia del sud, la riconquista georgiana sarebbe stata a quel punto un fatto compiuto, non più rovesciabile, salvo ricorrere da parte russa ad un uso devastante e a tutto campo dell'aviazione contro Tbilisi. - cfr. Astrit Dakli, "La sconfitta americana", il manifesto 13 agosto 2008

Non pongo ora la questione in termini di diritto, solo constato che il separatismo sud-osseto è una reazione al separatismo georgiano. Poi, sappiamo bene che la Russia è incoerente rispetto a Cecenia e Ossezia, così come gli Usa sono incoerenti rispetto a Ossezia e Kosovo. Però, questo non vuol dire che dobbiamo essere incoerenti anche noi. Personalmente, ritengo che in queste situazioni chi vuole separarsi debba essere aiutato a trovare una soluzione di autonomia amministrativa nell'ambito dello stato in cui si trova. In linea di principio, sono favorevole all'aggregazione tra gli stati, non alle separazioni. Però, non penso che alla fine la soluzione possa essere coercitiva, quindi l'ultima parola, secondo me, spetta alla popolazione interessata. Così come la Georgia ha deciso il suo status con un referendum, anche l'Ossezia del sud, in mancanza di alternative, deve poterlo fare. Infine, c'è la questione che riguarda il confronto tra Stati Uniti e Russia. Se il Caucaso sottomesso alla Russia è inaccettabile, l'idea che in quella regione, a ridosso dei confini russi, possa insediarsi la Nato, con i suoi armamenti puntati contro Mosca, lo è ancora di meno. E' come se i russi pretendessero di installarsi in America latina. I missili a Cuba quasi provocarono la terza guerra mondiale.

Nessun commento:

Posta un commento