domenica 10 agosto 2008

I primi cento giorno del governo Berlusconi

Silvio Berlusconi Il traguardo dei cento giorni del nuovo governo è stato superato oggi. Dal 1994, non conosco un precedente in cui il nuovo governo, nei primi cento giorni, non abbia riscosso la fiducia di almeno il 60% degli elettori, secondo la maggior parte dei sondaggi. Però, sempre dal 1994 ad oggi, non conosco neppure un precedente che abbia visto un governo vincere le elezioni successive e conquistare un secondo mandato. Staremo a vedere. La compiacenza nei confronti del nuovo governo rifluisce nel momento in cui si misurano gli effetti delle leggi e dei decreti adottati, se e quando sono negativi. La semplice emanazione di un provvedimento genera solo una aspettativa, ma nell'immediato non permette alcuna verifica. In sostanza, siamo ancora nella fase dell'effetto annuncio. L'opposizione è solo l'ombra del governo ombra, ma forse, per involontaria saggezza, si è seduta sulla riva del fiume ad aspettare che passi il cadavere del nemico, anzi dello schieramento avverso.

Ministri del governo BerlusconiL'abolizione dell'ICI sembra una bella cosa, ma se per ottenerne la copertura finanziaria si dovrà procedere in alternativa all'aumento di nuove tasse locali, la percezione cambierà. Il decreto dell'emergenza rifiiuti in Campania, al momento ha ripulito le vie del centro, ma esaurita l'attenzione, archiviata l'emergenza, cosa succederà con i nuovi rifiuti, con lo smaltimento dei rifiuti tossici provenienti da altre regioni, con le discariche abusive gestite dalla camorra? L'uso dell'esercito nelle città, i provvedimenti contro gli zingari e gli immigrati, sono destinati ad esaurire il loro effetto placebo. Mentre l'insicurezza sociale che è la vera origine della paura, quella resterà. Il governo dovrà ricorrere a nuove trovate, ma sarà sempre meno credibile. Oppure potrà operare per ridimensionare lo spazio della cronaca nera dai grandi media e in tal caso potrebbe cavarsela meglio, come già fece tra il 2003 e il 2005. La campagna "anti-fannulloni" di Brunetta forse otterrà davvero qualche assenteista in meno, ma il responso vero dell'opinione pubblica e dell'utenza verterà sulla produttività e l'efficienza della pubblica amministrazione e su questo versante il ministro non potrà ulteriormente destreggiarsi tra bastoni e carote. Sui provvedimenti volti a risolvere i guai giudiziari di Berlusconi, già oggi il consenso al governo è minoritario. Non piacciono la limitazione dell'uso delle intercettazioni telefoniche, nè il lodo Alfano.

Ministri del governo BerlusconiNel prossimo futuro, il consenso del governo si giocherà soprattutto sulla politica economica e dato che l'Italia sta per entrare in recessione, gli indici di gradimento declineranno insieme agli indici economici. In tempi di crisi dell'economia, va in crisi anche la politica dei governi, salvo saper impostare una politica rivoluzionaria, anticiclica, come seppe fare Roosevelt dopo il 1929, ma Berlusconi e Tremonti, non ne hanno nè la statura nè i poteri. Una efficace politica anticiclica può essere decisa solo a Bruxelles. Anche in previsione di questo grigio destino, il governo ha avviato una politica di lotta ai capri espiatori più impopolari: gli zingari, gli extracomunitari, gli accattoni, gli statali (con qualche ambiguità, perchè anche questa è una base di consenso). Una politica che sposta l'attenzione sulle pseudo-emergenze, per distrarre dai problemi strutturali. Una ipnosi collettiva che sappia durare cinque anni, però, è difficile da sostenere. Comunque, per adesso, se siamo fans del governo, possiamo dormire tranquilli, sognando una eterna luna di miele. Chi ama la lettura prima di addormentarsi, può leggersi l'e-book sui primi cento giorni, preparato dall'Unità.

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