lunedì 4 agosto 2008

I regimi sono in divenire

La divisione del campo, tra democrazia e totalitarismo, appartiene alla narrativa della guerra fredda, ma credo, nella realtà storica, abbia poco senso. Si possono trovare analogie tra nazismo, fascismo e regimi sovietici, ma anche tra nazi-fascismo e capitalismo liberaldemocratico, così come tra capitalismo liberaldemocratico e comunismo. Sta di fatto che sul piano storico, quello della seconda guerra mondiale, il campo si è diviso nel confronto tra l’asse Roma-Berlino-Tokyo, e un’alleanza antifascista che comprendeva i paesi liberaldemocratici e l’Unione Sovietica. Storicamente, il campo si è diviso così.

I regimi non sono statici, sono in divenire e non esistono linee di confine sicure. Una parte dei nostri padri costituenti, in particolare quelli del partito d'azione, consideravano l'evoluzione della Repubblica verso il primato della Democrazia cristiana come una forma di fascistizzazione. Oggi siamo in democrazia, formalmente basata su principi liberaldemocratici. Eppure la separazione dei poteri è svilita dal fatto che il potere legislativo funziona come cassa di risonanza del potere esecutivo e la sua composizione è determinata dalle segreterie dei partiti che decidono le liste bloccate. L'indipendenza della magistratura è oggetto di battaglia politica da ormai quindici anni, per iniziativa dello stesso capo del governo. Il rispetto delle minoranze è messo a repentaglio dal sentimento xenofobo di una parte del paese e dalle politiche securitarie del governo. Siamo una democrazia con alcuni importanti elementi di fascismo. Volendo possiamo individuare nella nostra democrazia anche alcuni elementi di "comunismo". Ma dove? Nello stato sociale, nell'assistenza pubblica, nell'intervento dello stato nell'economia. Dunque, in una sfera del tutto diversa da quella dell'autoritarismo politico o del totalitarismo. Anche il Welfare può essere considerato un elemento strutturale discriminante per distinguere un sistema da un altro. In alcuni paesi, se ti ammali ti curano, in altri ti curano solo se sei in grado di pagarti le cure. Essere malati e non essere curati, può essere una grave forma di oppressione.

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