lunedì 25 agosto 2008

Il lavoro degli immigrati vale il 9% del PIL

Annozero, 15 maggio 2008La grande maggioranza dei clandestini sono lavoratori in nero. Non hanno bisogno di rubare, ma concorrono ad una illegalità lavorando nell'economia sommersa (che è un fenomeno indigeno). Ciò avviene perchè: 1) molti imprenditori vogliono ridurre al massimo il costo del lavoro; 2) il governo non concede quote di regolarizzazione sufficienti. Quindi bisogna: far emergere il lavoro nero; aumentare le quote d'ingresso. Con l'immigrazione l'Italia non si accolla affatto un peso sociale, al contrario, produce maggiore ricchezza in una proporzione pari al 9% del PIL. I paesi che hanno ancora più immigrati di noi, hanno anche una crescita economica superiore alla nostra. La produzione di questa ricchezza finisce per costituire un argine all'immigrazione stessa, poichè attraverso le rimesse si fornisce l'aiuto più efficace ai paesi di provenienza degli immigrati, si permette agli immigrati in Italia, secondo le loro stesse aspettative, di tornare in patria dopo aver accumulato un sufficiente risparmio. Il costo sociale degli immigrati è di 7 miliardi di euro l'anno. Ma la ricchezza prodotta dal lavoro degli immigrati è di 141 miliardi di euro l'anno. L'Italia non ce la farebbe senza. Certo, quello che spendiamo in repressione sarebbe più proficuo spenderlo in accoglienza.

Se davvero all'Italia gli immigrati costassero più di quanto rendono, non verrebbero da noi, poichè la loro domanda di lavoro non troverebbe offerta. A loro volta, gli italiani si attiverebbero sul serio per respingere gli immigrati, invece di fare leggi e sanatorie per regolarizzarli. Il precedente governo Berlusconi ne ha regolarizzati 700 mila. E la Confindustria non protesterebbe contro le quote di ingresso troppo basse, chiedendone almeno il raddoppio. Se gli immigrati vengono da noi e noi li accogliamo, vuol dire che l'interesse è reciproco. E in questo interesse reciproco, siamo proprio noi quelli che ci guadagnano di più, perchè la presenza degli immigrati costituisce un argine al nostro declino economico. Senza di loro, saremmo già precipitati in una drammatica recessione. Le politiche di chiusura all'immigrazione, non si propongono seriamente di respingere ed espellere tutti gli immigrati "ufficialmente" indesiderati. Cosa peraltro materialmente impossibile. Si propongono solo di mantenerli clandestini, cioè esclusi dai diritti e dai contratti, in modo da poterli sfruttare meglio. Gli sfruttatori fanno parte della base di consenso di queste politiche e dei partiti che le propugnano (e propinano).

2 commenti:

  1. [...] le aziende o industrie che siano, possano sopravvivere anche senza la manodopera degli immigrati. Il lavoro degli immigrati vale il 9% del PIL DAILY ROD Il costo sociale degli immigrati è di 7 miliardi di euro l’anno, ma la ricchezza prodotta dal [...]

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  2. [...] le aziende o industrie che siano, possano sopravvivere anche senza la manodopera degli immigrati. Il lavoro degli immigrati vale il 9% del PIL DAILY ROD Il costo sociale degli immigrati è di 7 miliardi di euro l’anno, ma la ricchezza prodotta dal [...]

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