domenica 24 agosto 2008

Più immigrati e meno reati

Dal 1992 ad oggi, la presenza dei migranti in Italia è aumentata del 600%. L'andamento dei reati invece è diminuito, come si può leggere nella tabella qui di fianco a destra. Perciò, la convinzione secondo cui più immigrati comportino più criminalità, è solo l'indicatore di un notevole aumento del razzismo. Non so dire, in quale percentuale.

Gli omicidi si sono più che dimezzati tra il 1990 e il 2004: da 1773 sono passati a 714. E’ vero che sono diminuiti di più al Sud, dopo che sono finite le guerre di mafia, ma anche nelle regioni del Nord dove si sono concentrati gli immigrati sono molto decresciuti: da 135 in Lombardia nel 1990 a 91 nel 2004. Da 44 a 31 in Emilia Romagna, e così via. Nel Nord sono diminuiti meno perché partivano già da una base più ridotta. Le rapine cruente, quelle più feroci dove si spara e muore qualcuno, hanno provocato 118 morti nell’Italia del 1990, e solo 18 nel 2003. In Lombardia gli omicidi per rapina sono passati da 11 a 3. In Piemonte da 5 a 1. In Emilia Romagna da 6 a zero (cfr. Pino Arlacchi). Si riferisce che gli stranieri sono il 39% dei denunciati per violenza sessuale. Ma solo il 9% delle donne denuncia la violenza sessuale e il 70% delle vittime lo sono dei mariti e sono mogli di nostri connazionali. Dunque, si tratta del 39% di un 9%.

Liberazione 3 novembre 2007
Così come, gli immigrati ci sostituiscono, in parte, nei lavori più umili di ogni attività: nei cantieri, negli ospedali, nelle famiglie, così avviene nelle attività criminose. Tuttavia, con il passare degli anni gli stessi immigrati hanno partecipato alla diminuzione dei reati. Prendiamo il dato del reato più grave, l'omicidio. Dal 1988, le denunce per omicidio a carico di stranieri sono aumentate di 5,3 volte, ma gli stranieri sono aumentati di 6,25 volte. Quindi, in proporzione al numero degli stranieri, nel corso degli anni, le denunce sono diminuite. Nel complesso, allora, anche gli stranieri partecipano alla diminuzione del numero dei reati.

Inoltre, come ammettono le statistiche istat, e i rapporti del ministero dell'interno, gli immigrati regolari delinquono in proporzione nella stessa misura degli italiani. Il problema riguarda gli irregolari, ed è perciò legato alla loro condizione di irregolarità. Soprattutto nei primi sei mesi di permanenza. Da qui, l'esigenza di una politica che favorisca la regolarizzazione. La politica opposta, quella della chiusura, del respingimento, della caccia allo straniero, ha come effetto quello di costringere i migranti nella clandestinità e di farne così massa di reclutamento per la criminalità organizzata.

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