martedì 30 settembre 2008

Colonia, il divieto della manifestazione antislamica

Colonia, contromanifestazione antirazzista
A Colonia, le autorità tedesche hanno vietato una manifestazione anti-islamica, attivamente contrastata dalla mobilitazione delle forze democratiche. In Italia, manifestazioni di questo tipo, sia pure a dimensione locale, si svolgono normalmente. Si pensi alla Lega che invade i terreni adibiti alla costruzione delle moschee, con i maiali. Tali manifestazioni andrebbero vietate? E il divieto entrerebbe in contraddizione con la libertà di espressione? Inibire ai razzisti di manifestare e di manifestarsi è in contraddizione con la democrazia? E' giusto porsi il problema, e porselo ogni volta, ma alla fine la mia risposta è no: le manifestazioni si fanno per i diritti propri, di una parte, di tutti, non contro i diritti di qualcuno. Si possono contestare i privilegi, ma non i diritti. Gli operai scioperano e manifestano per l'aumento dei propri salari. Immaginatevi se scioperassero e manifestassero per chiedere la diminuzione dei redditi o l'aumento delle tasse per i lavoratori autonomi. Se ogni gruppo agisse gli strumenti della partecipazione contro gli altri, sarebbe sempre a rischio la convivenza.

Ci sono diritti che entrano in conflitto con altri diritti. E in quel caso bisogna scegliere, ed è lecito manifestare a favore di una precedenza. In America è un diritto armarsi, tuttavia la pistola può essere uno strumento di difesa, ma anche di minaccia e il diritto a possederne una può violare il diritto alla incolumità e alla vita di altri. Dove circolano più armi, ci sono più omicidi, perciò si manifesta per disarmare. I satanisti non si limitano a pregare. Commettono violenza, uccidono. Perciò, nessuno immagina di fornirgli un luogo dove poterlo fare. Ma la preghiera nelle moschee con tutto questo non c'entra nulla, non fa del male a nessuno, non toglie nulla a nessuno. La laicità non è l'assenza di luoghi di culto, o luoghi di culto per una religione sola. La laicità è libertà religiosa per tutti. Se qualcuno manifesta contro i miei diritti, io voglio poter manifestare contro la sua manifestazione. Se bisogna ammettere ogni manifestazione, allora bisogna ammettere anche le contromanifestazioni ed essere capaci di gestire l'ordine pubblico. Secondo me, ammettere solo le manifestazioni positive, è molto più razionale, salvo diversa valutazione di opportunità.

In fondo, è una contraddizione anche rivendicare la libertà di espressione, per negare la libertà di culto. Eppure la Costituzione riconoscere anche questa libertà, dice che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" (art. 3 Cost.) e dice anche che: "Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività" (art. 20 Cost.). Infatti, se una manifestazione è legittima, allora in linea di principio è anche legittimo soddisfarne la rivendicazione. Se è lecito manifestare contro le moschee, allora è anche lecito chiudere le moschee o inibirne l'edificazione. Ergo: è lecito vietare o limitare per una o più religioni la libertà di culto, la quale è comunque una manifestazione del pensiero, quindi attiene alla libertà di espressione. Se è lecito vietare o limitare la libertà di culto, è lecito vietare o limitare qualsiasi libertà. Anche quella di manifestare. Fissare i limiti della libertà di espressione, è in definitiva una questione politica: dipende dalla scelta di chi si vuole tenere fuori. Io preferisco l'esclusione chi vuole escludere.

Nessun commento:

Posta un commento