martedì 9 settembre 2008

Il moltiplicatore sociale dell'evasione fiscale

Dichiarazione dei redditi media per categoria

Secondo una ricerca di Giulio Zanella dell'Università di Siena e di Roberto Galbiati dell'Università Bocconi, l'evasione fiscale si basa sull'emulazione: l'evasione del vicino incoraggia la propria. Un moltiplicatore sociale che diffonde velocemente il fenomeno, ma al tempo stesso lo rende più facile da debellare e anche conveniente poichè per ogni euro che lo stato spende contro l'evasione, ne incassa in media 2,3 di recupero. L'evasione è come un investimento razionale: non si pagano le tasse perchè ci si aspetta che altre persone portino a frutto senza danni lo stesso tipo di operazione, se l'incremento degli evasori porta ad una maggiore pressione da parte dei controllori, l'aumento della base degli evasori rende però anche più difficile scovare le singole persone che compiono il reato. Se invece l'evasione viene scoperta, altre persone avranno maggior timore di essere scoperte e si otterrà un rapido effetto traino, e questo sarebbe successo con l'aumento delle risorse di controllo antievasione registrato durante l'ultimo governo Prodi. Un bel riconoscimento per il lavoro di Vincenzo Visco, che di risorse sottratte al fisco ne ha recuperate per un ammontare di 23 miliardi di euro. Opera purtroppo interrotta, dalle differenti priorità del "nuovo" esecutivo, la cui filosofia in materia fiscale è tristemente nota ed anche il suo effetto traino. Basti tornare alle dichiarazioni nobilitanti dell'attuale premier, ai tempi del suo secondo governo: "Se si chiedono imposte giuste non si pensa ad evadere, ma se si chiede il 50% e passa di tasse, la richiesta è scorretta, e allora mi sento moralmente autorizzato ad evadere", nonostante, secondo i dati Ocse, il prelievo fiscale sulle persone fisiche in Italia risulti inferiore a quello di Francia, Belgio, Austria, Svezia, Norvegia, Finlandia ed è nella media UE. L'aliquota più alta in Germania è del 48,5%, in Francia del 54%, in Svezia del 56%. In Italia è del 45%. La tassazione delle imprese in Italia è oggi del 33%, inferiore alla media Ocse e ben al di sotto del 46% degli Stati Uniti, 52% della Germania, 45% del Canada.

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