sabato 1 novembre 2008

L'unicità della shoah


Succede nei forum di trovarsi di fronte a topic titolati "Genocidi dimenticati", accompagnati a domande come questa: come mai per il conflitto/odio presunto ebrei/resto del mondo si sprecano fiumi di parole e per altri eccidi non si dice niente? Come se il conflitto fosse simmetrico e gli ebrei una parte belligerante. Intanto, non è proprio con il "resto del mondo". L'avversione agli ebrei esiste nei paesi dei due monoteismi concorrenti: cristianesimo e islam. Ma non nelle terre dell'induismo, del buddhismo o del confucianesimo. Per quello che ci riguarda, la maggior attenzione al genocidio degli ebrei, ha almeno quattro motivi: 1) E' avvenuto in casa nostra, in Europa e l'Italia ne è stata coinvolta come principale alleato del Terzo Reich: siamo il paese delle Leggi razziali (1938). E' qui che dobbiamo darci gli antidoti perchè non si ripeta. E di norma prestiamo più attenzione al nostro mondo. 2) Caso unico nella storia, quel genocidio è stato teorizzato e messo in atto con un sistema burocratico-industriale, per cui ogni elemento coinvolto, proprio come l'operaio della catena di montaggio, non aveva il controllo nè del processo, nè del prodotto, e non se ne sentiva responsabile. 3) La vittima era designata tale, non in virtù dell'esercizio di qualche forma di opposizione, ma in virtù del suo solo essere ebreo. Senza conflitto. Un massacro fine a se stesso, senza guerra civile, senza terra da conquistare, senza popolo ribelle da sottomettere. 4) Quel genocidio è negato, a partire in particolare dagli anni '80, da pseudo-storici, simpatizzanti filo-nazisti con grande impatto mediatico. Ed ogni negazione, porta ad una riaffermazione. Anche del genocidio armeno ogni tanto se ne parla, soprattutto per dire e polemizzare con il fatto che la Turchia ancora si rifiuta di riconoscerlo. Per converso, parliamo più del nazismo di qualsiasi altro regime o dittatura.

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