sabato 3 luglio 2010

Cuba, no all'embargo (e alla negazione del dissenso)

Guillermo Fariñas, reporter e dissidente cubano, è in sciopero della fame da quattro mesi, e le sue condizioni di salute si stanno aggravando. Il sistema di repressione legale alla liberta' d'espressione in vigore a Cuba ha generato sull'isola un clima di paura tra giornalisti, dissidenti e attivisti, sottoposti al rischio di arresti e persecuzioni arbitrarie da parte delle autorita'. Lo denuncia Amnesty International.

Forse, la diffusione di queste due notizie rientra nella campagna di aggressione politico mediatica in atto contro la rivoluzione cubana condotta dalla destra neoconservatrice statunitense ed europea volta ad impedire la normalizzazione dei rapporti con Cuba, ovvero la fine dell'embargo. Ne parla un ordine del giorno di solidarietà con Cuba da parte della Direzione del Prc, votato il 29 aprile scorso quasi all'unanimità, con un solo astenuto.

Non conosco il nome del compagno astenuto. Condivido la sua posizione. L'embargo è ingiusto e va rimosso. L'attenzione mediatica è strumentale e sproporzionata rispetto a quanto viene dedicato ad altre situazioni, come il golpe in Honduras, ma non c'è motivo di assumere un atteggiamento uguale e contrario. Le notizie sono vere e la violazione dei diritti umani, civili e politici nel regime di Fidel Castro, una realtà. Riconoscerlo e denunciarlo, può rendere solo più credibile la lotta all'embargo e la solidarietà con Cuba.

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