giovedì 15 luglio 2010

Desiderio nero

Dà da pensare, un uomo che uccide la sua donna e poi torna a cantare, a esibirsi in pubblico, come se nulla fosse stato.

L'autore di opere va distinto dall'autore di crimini. Dipende dal crimine commesso. Alcuni crimini sono più tollerati di altri. Perciò sono più diffusi.  E meno penalizzati. Anche ad un pubblico di fans spetta la responsabilità di  scegliere come comportarsi: se esprimere rifiuto o accettazione sociale, nei confronti della star che ha sbagliato.

Io lo faccio e non lo faccio. Non trovo una regola precisa, nè una distinzione assoluta tra l'arte e la vita. Può starci che ci si goda pubblicamente la musica di un artista e nello stesso tempo si ricordi cosa ha fatto. Sarebbe strano, persino inquietante, condividere in pubblico una canzone dei Noir Desir, senza neanche un commento che ricordasse l'assassinio di Marie Trintignant, perchè il fatto è recente, perchè lui non ha pagato, perchè è ancora troppo presto per metabolizzarlo.

I genitori, i parenti, gli amici di Marie, sono ancora vivi. Nei locali pubblici, nelle stazioni dei metrò, alla radio o chissà dove, a loro potrà capitare, è capitato, involontariamente di ascoltare la musica, l'arte, i testi dell'assassino della loro cara. A volte, ci ho pensato, identificandomi in loro.

Poi c'è il contesto, il significato sociale di un crimine o di un comportamento tendenzialmente criminoso. Oggi mi sento di apprezzare Wagner anche se era un antisemta. Ma non potrei apprezzarlo in mezzo ai pogrom o in una qualsiasi situazione caratterizzata dalla persecuzione o dalla discriminazione degli ebrei. Nè potrei apprezzare l'arte di un cantante connivente con la mafia o con la camorra in terra di mafia o di camorra. O un artista responsabile di crimini razziali in un contesto xenofobo.

Mi chiedo se il crimine commesso da Bertrand Cantat non abbia, in rapporto alla  violenza contro le donne, questo stesso significato sociale.


P.s. C'è una intervista di Lea Melandri sull'ondata di violenza contro le donne, pubblicata sul Secolo XIX in edicola oggi. L'articolo è illustrato con una foto di Bertrand Cantat al momento del suo arresto.

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