giovedì 29 luglio 2010

Il grande partito di Massimo Cacciari

Il PD ha davanti a sè l'opportunità delle primarie, ma il suo gruppo dirigente le avverte soprattutto come un problema. Perchè Nichi Vendola è più popolare del previsto e perchè è ancora incerto il futuro assetto della coalizione di centrosinistra: con o senza l'Udc? Partito a cui l'ex sindaco di Venezia offrirebbe addirittura la leadership.

Massimo Cacciari va dritto al punto: "Dove c'è incertezza è giusto fare una consultazione". Ma lui dubbi non ne avrebbe: "Un grande partito andrebbe subito da Casini. Per offrirrgli l'alleanza e la candidatura a premier". Quindi, in un colpo solo, il Pd nato dai gazebo rinuncerebbe al suo strumento fondativo e alla corsa del suo segretario. Mamma mia! "Mossa audace? Questo fanno le forze politiche quando sono davvero grandi, se non pensano solo alle rendite di posizione. Non era audace il compromesso storico?", ribatte il filosofo.

In realtà, sarebbe difficile citare un grande partito che si sia comportato in questo modo. Tra le grandi forze della sinistra europea, non il Partito socialista francese o quello spagnolo o quello svedese, nè il Partito laburista britannico, e neppure il Partito socialdemocratico tedesco. In Germania, spesso i liberali sono stati l'ago della bilancia tra Cdu e Spd, ma nessuno dei due partiti ha mai offerto loro la cancelleria.

Viene in mente soltanto il Partito comunista italiano. E infatti, Cacciari cita il compromesso storico. Il cui esito fu insoddisfacente anche dal punto di vista del suo stesso promotore, Enrico Berlinguer, che volle romperlo contro la  stessa maggioranza della Direzione del suo Partito. Ma il Pci non era una forza politica come le altre. Per via della divisione del mondo in blocchi e per il suo legame con l'Urss, per quanto progressivamente attenuato, quel partito era considerato non legittimato a governare, secondo il principio della conventio ad excludendum. Un complesso, quello della legittimazione, che si è trascinato fino alla fine della vicenda dei Ds, passando per le due candidature di Romano Prodi, e che doveva essere definitivamente risolto con la nascita del Pd.

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