mercoledì 20 dicembre 2006

La penna di Anna Frank

In rete la libertà di espressione è regina, ma molte bufale le fanno da cortigiana. Alcune famose, altre meno, questa l'ho scoperta, grazie ad un cyber-attivista di Holywar (gruppo cattointegralista, anticonciliare, e antisemita). Riporto la bufala nella versione del negazionista Paul Rassinier, pubblicato in vari siti nazisti e islamisti, il quale per argomentare la presunta frode dei diari di Anna Frank "rivela" quanto segue:

«(...) La più bella fra tutte le "perline" che ci regala il valente Felderer è rappresentata da degli scritti autografi attribuiti, unanimemente dagli storici di regime, ad Anna Frank; i quali sono stati scritti a penna biro. (...) Ci sentiamo di consigliare, al lettore interessato, lo scritto in assoluto più completo sull'argomento: "Il diario di Anna Frank: una frode", il cui autore è Ditlieb Felderer. (...) E' un vero peccato per gli sterminazionisti, ma; ahimè; la penna biro fu inventata solo nel 1951! Ben sei anni dopo la morte della nostra eroina!!! Lo scritto di Ditlieb Felderer (testimone di Geova ed antinazista) è, come detto, un'opera assai completa. Ad essa noi abbiamo abbondantemente attinto».

Per la fortuna degli "sterminazionisti", questi "studiosi" confondono l'invenzione della penna a biro con l'invenzione della penna BIC (da Marcel Bich), sua ultima versione messa in produzione a partire appunto dal 1952. La penna biro fu inventata dai fratelli Biro Ladislas e Georg, in Ungheria, nel 1935 e poi brevettata nel 1938, mentre la storia della penna a sfera inizia fin dal 1888 anno in cui la brevettò John Loud, un conciatore americano. Dunque, non è impossibile che Anna Frank potesse disporre di una penna a sfera.

Tuttavia, poichè l'oggetto fu prodotto in commercio solo a partire del 1945, da parte negazionista rimane molto diffusa l'affermazione che il diario sarebbe stato scritto con una penna biro, dunque in un periodo necessariamente successivo. Per rispondere a queste critiche, nel 1986 l'Istituto Olandese di Ricerca sulla Seconda guerra mondiale ha sottoposto il diario a una perizia calligrafica che ha confermato l'autenticità dello stesso e il fatto che è stato scritto dalla mano di Anna Frank, con carte ed inchiostro prodotti prima della data di arresto. In uno studio di Valentina Pisanty, «L’irritante questione delle camere a gas» è possibile leggere la parte relativa alla perizia dei testi su carta e inchiostro, in polemica stavolta con Faurisson, poichè l'argomento è un leit motiv di tutti i più «prestigiosi» negazionisti.

«In questa sede, è il caso di ricordare il rapporto di 270 pagine stilato dal Laboratorio giudiziario di Amsterdam su richiesta dell'Istituto nazionale di documentazione sulla guerra, da cui emerge chiaramente che, come il 15% dei coetanei suoi contemporanei, Anna faceva uso sia del corsivo ("scrittura adulta"), sia dello stampatello ("scrittura infantile"), e alternava i due stili. Il rapporto inoltre sottolinea come la calligrafia riscontrata nei diari sia la stessa che si trova in varie cartoline, lettere e poesie che Anna aveva mandato a parenti e amici tra il 1941 e il 1942 e che gli studiosi olandesi hanno recuperato allo scopo di mettere insieme un campione di riscontro attendibile.

Un altro elemento che conforta l'ipotesi dell'autenticità materiale dei diari è il fatto che la carta, la colla e l'inchiostro impiegati fossero diffusi nel periodo al quale il diario è fatto risalire. Non sono state riscontrate tracce di agenti sbiancanti, introdotti nella fabbricazione della carta dopo il 1952; l'inchiostro grigio-blu reca evidenti tracce di ferro, mentre dal 1950 in poi si sono prodotti inchiostri a basso o nullo contenuto ferroso. Infine, la frequente presenza di tracce simmetriche di inchiostro su due pagine contigue indica che i quaderni sono stati più volte chiusi frettolosamente prima che l'inchiostro stesso avesse modo di asciugare, e ciò fa pensare a un uso quotidiano del diario piuttosto che a una sua metodica stesura. Naturalmente è sempre possibile che il contraffattore abbia diabolicamente previsto tutti questi dettagli e abbia confezionato un falso quasi perfetto; ma allora perché avrebbe dovuto cadere così stupidamente su errori che, a leggere Faurisson, sono a dir poco grossolani?»

5 commenti:

  1. ma L'Istituto olandese etc...è parte terza o parte in causa. Con quali comparazioni ha fatto la perizia calligrafica e quale inchiostro ha testato ? C'e' su wikipedia sta' storia....e wikipedia mette paura....

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    1. Wikipedia è autogestito, ovvero può contenere anche grossi errori, non è mica "certificato". Io stesso sono intervenuto più volte su "voci" incomplete o inesatte che pure erano lì, per essere lette da chi ne sapeva poco o nulla. Eviterei di citarla come fonte ufficille ma la considererei anche, talora, perniciosa senza sminuirne le benemerenze obiettive.

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  2. La Biro è stata BREVETTATA il 15/06/1938 in GB e il tizio ha creato la sua PRIMA Stratopen in Argentina nel 1943. Quindi evitiamo di dire baggianate sul fatto che luia vesse diffuso la Biro in Germania prima di tale data. Non ha mai venduto una singola penna prima del 1943 se non erro. Aspetto correzzioni a ciò che dico oppure all'articolo.

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    1. correzioni, una sola "c", non correzzioni

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  3. Articolo molto bello. Fortuna che c'è gente che ragiona ancora. Povera Anna nemmeno da morta la fanno stare in pace.

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