giovedì 29 luglio 2010

Umberto Veronesi cosa c'entra con il nucleare?

Il ministro per l'ambiente, Stefania Prestigiacomo offre a Umberto Veronesi la presidenza dell'Agenzia per la sicurezza nucleare. Il professore medita se accettare e pone le sue (cinque) condizioni.

Il Partito democratico si divide. Enrico Letta è favorevole, mentre Bersani chiede a Veronesi di non fornire alibi ad un piano velleitario e inconcludente. Corrado Augias scrive che alla presidenza dell'Agenzia è meglio Veronesi di qualsiasi politico di destra o di sinistra. Ma Milena Gabanelli ne mette in dubbio la competenza, mentre alcuni blog collegano la passione di Veronesi per il nucleare con l'Enel sponsor finanziatore della sua fondazione.

Per Greenpeace, la candidatura di Veronesi è solanto una operazione vetrina. "Crediamo che nessuno si farebbe operare di tumore da un esperto di sicurezza nucleare. Non vediamo, quindi, su quali competenze specifiche si basi tale scelta". O magari un espediente, come ammette Carlo Stagnaro, per rafforzare nel PD la componente nuclearista.

La disputa è stata preceduta in maggio, da un lettera firmata da un gruppo di scienziati, tra cui lo stesso Veronesi, indirizzata al segretario del PD, Bersani, per sollecitare una svolta del suo partito in senso nuclearista.

Anni fa, l'amministratore delegato dell'Enel, Scarroni, aveva dichiarato in una intervista a Repubblica di non credere in un ritorno al nucleare, perchè questo richiede un investimento di lungo periodo e quindi una convinzione nel perseguimento dell'obiettivo fondata sull'unità nazionale.

Unità improbabile da conseguire dopo il disastro di Chernobyl e in un dibattito impossibilitato a risolvere i dubbi e le obiezioni sintetizzate in un recente libro di Jeremy Rifkim (Economia all'Idrogeno).

Sappiamo gestire senza pericolo il trasporto, lo stoccaggio e lo smaltimento di rifiuti radioattivi? Si evocano i progressi della ricerca, ma lo si fa ormai dagli anni '60.

L'energia nucleare è dispendiosa e ha costi per gli impianti altissimi. Si calcola come minimo intorno ai due miliardi di dollari a centrale. Se il nucleare divenisse la principale fonte energetica, quali sarebbero i costi complessivi e quali le ricadute in termini fiscali per i consumatori?

A quanto ammontano le riserve di uranio? Secondo I'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, sulla disponibilità dell'uranio, le risorse di minerale di cui siamo a conoscenza potrebbero non riuscire a soddisfare il fabbisogno già a partire dal 2026, nel caso di una richiesta di utilizzo molto elevata, e dal 2035, nel caso di una domanda media di combustibile. Allora, come scelta strategica, quella del nucleare non è di corto respiro?

In ultimo, in un'epoca di terrorismo globale, le centrali nucleari, centinaia, migliaia, necessarie a coprire il fabbisogno energetico, non diverrebbero facilmente un obiettivo di attacco?
La lettera di Milena Gabanelli al Corriere della Sera
Caro direttore, premetto che non ho interesse per le preferenze politiche del Prof. Veronesi; è un oncologo di fama e mi aspetto che faccia tutto quello che può per curare il cancro. Da un paio d’anni è anche senatore, carica che ha accettato a patto che non gli porti via tempo per i suoi pazienti. Intento nobile verso i pazienti, meno verso i cittadini che, pagando un lauto stipendio ai senatori, si aspettano che dedichino le loro energie alla gestione politica del Paese. Ora è stato proposto il suo nome come Presidente dell’Agenzia per la Sicurezza del Nucleare, nomina che accetterebbe volentieri, di nuovo a condizione che non sottragga tempo ai suoi pazienti. Ovvero, bisognerebbe adattare le necessità di un’agenzia così delicata e fondamentale agli impegni del candidato presidente. Intanto venerdì scorso in Senato è stato approvato un decreto che gli consentirebbe, se volesse, di andare in deroga alla legge che vieta a chi ha incarichi politici di presiedere un’authority.

Riguardo invece alla sua competenza in materia, scrive: «Sono un appassionato di fisica, non a caso ho ricevuto la laurea honoris causa». Nuclearista convinto, cita la Francia come modello di qualità di vita per noi italiani. Partendo dal presupposto che l’agenzia non sia un bluff ma qualcosa di straordinariamente serio, non è affatto rassicurante l’idea che venga diretta (nei ritagli di tempo) per 7 anni, da un uomo che oggi ne ha 85, anche se è il più bravo oncologo del pianeta. Presiedere l’agenzia per il nucleare vuol dire affrontare problemi di carattere tecnico, elaborare i regolamenti insieme ai commissari, dare il parere sui progetti, verificare il rispetto delle regole e prescrizioni a cui sono sottomesse le installazioni. Un lavoro certamente a tempo pieno, meglio se subordinato a una competenza specifica, più che a una passione. Siccome il Prof. Veronesi cita il modello francese, saprà che la loro agenzia (ASN) è diretta da Jean Christophe Niel, 49 anni (laureato in fisica teorica che ha ricoperto incarichi di vertice nel controllo sul ciclo del combustibile e dei rifiuti, ed è stato per anni capo del dipartimento per la sicurezza dei materiali radioattivi). Il presidente è Andrè-Claude Lacoste, 69 anni, ingegnere, da 17 anni con incarichi direttivi nel settore sicurezza nucleare.

Il Prof. Veronesi ha poi espresso un’opinione sul fattore rischio («oggi calcolato quasi vicino allo zero»), che sembra non tener conto dei cosiddetti piccoli incidenti quotidiani, riportati da tutte le Agenzie, che si verificano proprio in Francia; per non parlare delle basse emissioni permanenti degli impianti, come dimostra lo studio del Prof. Hoffman ordinato dalla Cancelliera Merkel. Parlare invece di nucleare come «l’alternativa più valida al petrolio» è solo suggestivo, poiché il petrolio serve soprattutto a far muovere le macchine e solo in minima parte ad alimentare le centrali elettriche. Infatti in Francia, Paese più nuclearizzato d’Europa, il consumo procapite di petrolio è più alto rispetto a quello italiano. Succede di essere approssimativi quando ci si occupa di troppe cose.

3 commenti:

  1. apprezzo il lavoro di veronesi come oncologo di fama, ma sono d'accordissimo con il tuo post e con la lettera della Gabanelli. Mah.

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  2. Massimo Lizzi5 agosto 2010 02:55

    Ecco, ancora, le ragioni di Veronesi a favore del nucleare:
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7651&ID_sezione=&sezione=

    Purtroppo, però, nessuna risposta a Milena Gabanelli.

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  3. Gentili lettori,
    approvo pienamente quanto scritto dalla giornalista Gabanelli e vorrei invitare tutti coloro che leggeranno questo articolo ad APRIRE gli occhi su questo ''scienziato''.

    Ma cosa c'entra con tutti questi incarichi che gli vengono affidati???
    Sarà mica l'unico Prof che capisce di cancro??
    Vorrei ricordare al carissimo Prof Veronesi che- mentre lui si divide tra il Senato ed altri incarichi politici- molti sui colleghi (che di sicuro non gli sono inferiori per merito) stanno negli ospedali dedicandosi ai pazienti.

    Non è che il carissimo PROF stia pensando un po' troppo alla Sua Fondazione di cui il figlio è presidente e che , quindi, per lasciargli una eredità si stia dedicando di più alla politica (con i suoi amici politici) che alla PENSIONE!!!!!
    IN FONDO L'ETA' ED I NIPOTI NON GLI MANCANO!!!

    APRITE GLI OCCHI ITALIANI!!!
    BEN VENGANO GIORNALISTE COME MILENA GABANELLI
    GRAZIE

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