lunedì 16 agosto 2010

La donna nei testi sacri

Sul sito Lisistrata, compare un intervento di Paolo Mantellini che propone un limitato sostegno ai musulmani riformatori, ma afferma in sostanza che l'Islam non è riformabile. Perchè? Per quello che c'è scritto sul Corano. Per esempio sul ruolo della donna. Così, il prof. Mantellini ingaggia una disputa interpretativa, con Chiara Scattone riproponendo le più note interpretazioni e traduzioni "maschili" di questo versetto:

Le donne buone sono dunque devote a Dio e sollecite della propria castità, così come Dio è stato sollecito di loro; quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele; ma se vi ubbidiranno, allora non cercate pretesti per maltrattarle, ché Iddio è grande e sublime”.
dove per Chiara Scattone, e per la studiosa irano-statunitense Laleh Bakhtiar, la parola tradotta in "battetele" potrebbe invece significare "andar via". Lettura che, a mio modesto parere, ha maggior senso in relazione alle parole immediatamente precedenti.

Per quanto lo si interpreti, secondo il professore, quel testo sancisce l'oppressione sessuale. E di fatto nelle odierne società islamiche, le donne se la passano molto peggio delle loro colleghe occidentali. La civiltà giudaico-cristiana avrebbe permesso la parità dei sessi, quella islamica l'avrebbe invece impedita. La tesi non è nuova nella pubblicistica islamofoba, si veda Il Corano letto da Vittorio Feltri, pag. 87. ripreso nel 2004 dal blog Macchianera.

Le donne? Per Maometto sono inferiori
di Vittorio Feltri
Il Corano che cosa pensa delle donne? C’è un versetto molto chiaro. Sura II [detto della "vacca"], 228: «Ma gli uomini sono un gradino più in alto». Usa proprio questa formula il Libro Sacro: i maschi sono superiori. Non è una frase suscettibile di interpretazioni.
[. . .]
Questa inferiorità è strutturale, ed essa è la chiave di volta su cui è costruita la società. Insomma, la donna non è vittima di qualche incidente di percorso, per cui basta un ritocco qua e là delle leggi o della mentalità. No, è minorata per volontà divina, ed anzi la vita comune si regge su questo principio. Il resto discende come conseguenza: nessun ruolo direttivo, nessuna possibilità di organizzare per sé un minimo di vita individuale. La schiavitù è sancita e benedetta. Non sono teorie religiose, ma sono diventate immediatamente leggi politiche dove l’Islam è al potere, e pratiche familiari dove sono (per ora) in minoranza. Non illudiamoci: gli ayatollah imporranno a tutti questa visione del mondo appena potranno, perché per essi non c’è distinzione tra sfera spirituale e politica, tra morale cranica e legge dello Stato. Si pone un’altra questione seria. Le comunità musulmane presenti in tra noi possono trattare così le donne in barba alle nostre norme e consuetudini?

Una religione dalle origini femministe in verità non è stata ancora conosciuta. Tutti i testi sacri sono opere antiche espressione di contesti patriarcali. Definire "giudaico-cristiana" una civiltà nella quale i cristiani hanno sempre perseguitato i "giudei", è un ossimoro funzionale ad un gioco di contrapposizioni nei confronti di un nuovo spettro. Il ragionamento di Paolo Mantellini, come quello di Vittorio Feltri, è un classico "Non sequitur", in cui una associazione (religione e gerarchia sessuale in un data società) è arbitrariamente rappresentata come un rapporto di causa ed effetto. Rapporto che sarebbe dimostrato da un testo interpretabile solo con estrema circospezione.

Se pure è ipotizzabile un tale rapporto, la causa è scambiata con l'effetto. Per Feltri e Mantellini, fanno testo le affermazioni scritte nel Corano. Vediamo però, quale ne sia la giusta traduzione, che ne esistono di analoghe nel vecchio e nuovo testamento. L'evoluzione successiva, che poi per noi stessi è molto recente, è dipesa da variabili economiche e sociali: il passaggio dalla società contandina alla società industriale, a quella post industriale. Una evoluzione per nulla pacifica e lineare: la religione non ci ha  accompagnato, non ha consentito e favorito. Le leggi che abbiamo in materia di divorzio, aborto, diritto di famiglia, violenza sessuale, pari opportunità, ma pure in materia di diritti politici e civili, le abbiamo non perchè la chiesa si è evoluta, ma perchè è stata sconfitta. Sconfitta e non molto rassegnata. Nella chiesa, uomini e donne non sono pari, la chiesa è una delle più antiche e solide monarchie maschiliste della storia umana. Inoltre, anche noi abbiamo situazioni diverse tra città e provincia, tra nord e sud, così come nel mondo islamico c'è differenza tra paese e paese, per esempio tra Marocco e Afghanistan. Noi abbiamo una parte della società retriva e maschilista che oggi scopre i diritti delle donne, sia pure in modo strumentale, proprio grazie al contatto con l'Islam.

Vedo solo una differenza evolutiva almeno negli aspetti più profani delle due religioni, come per esempio il ruolo della donna, il rapporto con la politica, etc. Se vi è differenza teologica essa varrà nel sacro. L'appiattimento in un unicum è il rischio che si corre anche nel considerare in modo separato e contrapposto le due religioni. Per cui si finisce per rappresentarsi due piatti irriducibilmente avversi. Da rompersi sulla testa.

Data la diversa struttura organizzativa delle due religioni, la rappresentazione di un dibattito meno vivace interno all'Islam, mi pare poco credibile. Il cristianesimo, in particolare il cattolicesimo, ha una dottrina, una chiesa, una gerarchia ecclesiastica, un papa, il dogma dell'infallibilità del papa. L'islam invece è policentrico, non ha una gerarchia verticale, un'autorità centrale. Nell'Islam esiste un pluralismo e una confusione interpretativa anche superiori a quella presente nella "nostra" religione.

Mancanza di clero (da "Islam" su Wikipedia)

Le correnti principali dell'Islam non ammettono né riconoscono clero e tanto meno gerarchie (indirettamente una forma di ambiente clericale esiste però nell'ambito sciita), dal momento che si crede non possa esistere alcun intermediario fra Dio e le Sue creature.

Da non confondere col clero è la categoria degli imam, musulmani che per le loro buone conoscenze liturgiche, sono incaricati dalla maggioranza dei fedeli di condurre nelle moschee la preghiera obbligatoria.

Neppure gli ?ulam?? che si limitano a interpretare il Corano possono essere avvicinati a una forma di clero, anche se, nell'assolvere alla loro funzione, di fatto tendono a riaffermare il ruolo privilegiato che deve svolgere la religione islamica nella società. A un ben delimitato ambito giuridico vanno invece ricondotti i muftì, che sono autorizzati a esprimere pareri astratti nelle diverse fattispecie giuridiche, indicando se una data norma sia o meno coerente con l'impianto giuridico islamico.
Similmente deve dirsi dei qadi. Di nomina governativa, essi eventualmente sono chiamati a giudicare in base alle norme della shari'a all'interno di particolari tribunali (definiti sciaraitici) che un tempo prevalevano nelle società islamiche ma che oggi sono soppiantati dai tribunali statali. Questi ultimi giudicano sulla base di codici, per lo più d'ispirazione occidentale, anche se ispirati alla normativa sciaraitica.
Il fatto di non interfacciarsi col sacro non consente quindi in alcun modo di assimilare le loro figure a quella del sacerdote.

Interpretare il volere di dio (attribuito al cristianesimo) e Interpretare il modo di essere più aderenti possibili alla sua volontà (attribuito all'Islam). sono sostanzialmente la stessa cosa. L'interpretazione non è fine a se stessa, è relativa comunque a come deve agire il credente. Anche nel cristianesimo si sosteneva, e in parte ancora si sostiene, l'inenarranza della Bibbia. Come pure i testi come quelli qui di seguito potevano e possono essere interpretati solo con estrema circospezione.

Versetti misogini nella Bibbia



Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.
(Nuovo testamento, San Paolo, 2.12)

Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via.
(Antico Testamento, Siracide, 9.10)

La donna perfetta è la corona del marito, ma quella che lo disonora è come carie nelle sue ossa.
(Antico Testamento, Proverbi, 21.4)

"Alla donna disse: Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà."
(AT, Genesi, 3, 16)

"Se [la donna] non cammina al cenno della tua mano, toglila dalla tua presenza."
(AT, Siracide 15,26)

"Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo è una donna che mantiene il proprio uomo"
(Siracide 25,21)

"Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso."
(AT Ecclesiaste 7, 26)

"Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore."
(NT Colossesi 3, 18)

"Ugualmente voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti perché, anche se alcuni si rifiutano di credere alla parola, vengano dalla condotta delle mogli, senza bisogno di parole, conquistati considerando la vostra condotta casta e rispettosa".
(Pietro 3,1-9)

"La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia".
(Timoteo I, 2,11-15)

"L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli. [… ] Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine […]"
(Corinzi 11,3-10)

"Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo. Non dare all'acqua un'uscita né libertà di parlare a una donna malvagia."
(AT Siracide 25, 24 )

Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà immondo. Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. Chi toccherà qualunque mobile sul quale essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. Se l'uomo si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera.
(AT, Levitico, 15, 19)
"(....) Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per 7 giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatrè giorni a purificarsi del suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finchè non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Ma se partorisce una femmina sarà immonda per due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue"
(Levitico, 12,2.)

Ogni malizia è nulla, di fronte alla malizia di una donna, possa piombarle addosso la sorte del peccatore! Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico.
(AT, Siracide, 25, 18)

Nessuno gli usi misericordia, nessuno abbia pietà dei suoi orfani. La sua discendenza sia votata allo sterminio, nella generazione che segue sia cancellato il suo nome. L'iniquità dei suoi padri sia ricordata al Signore, il peccato di sua madre non sia mai cancellato.
(AT, Salmo 109, 12)

«Se un uomo trova una fanciulla vergine che non sia fidanzata, l'afferra e pecca con lei * e sono colti in flagrante, l'uomo che ha peccato con lei darà al padre della fanciulla cinquanta sicli d'argento; essa sarà sua moglie, per il fatto che egli l'ha disonorata, e non potrà ripudiarla per tutto il tempo della sua vita.»
(AT Deuteronomio 22, 28)

«mentre [Tamara] gliele dava da mangiare [le frittelle], egli la afferrò e le disse: "Vieni, unisciti a me, sorella mia". Essa gli rispose: "No, fratello mio, non farmi violenza… Ma egli non volle ascoltarla: fu più forte di lei e la violentò unendosi a lei... Assalonne suo fratello le disse: "Forse Amnòn tuo fratello è stato con te? Per ora taci, sorella mia; è tuo fratello; non disperarti per questa cosa"... Il re Davide [l'unto del Signore] seppe tutte queste cose e ne fu molto irritato, ma non volle urtare il figlio Amnòn, perché aveva per lui molto affetto; era infatti il suo primogenito.»
(AT 2-Samuele 13,11)

«Il Signore ti colpirà di delirio, di cecità e di pazzia,... Ti fidanzerai con una donna, un altro la praticherà *; costruirai una casa, ma non vi abiterai; pianterai una vigna e non ne potrai cogliere i primi frutti.»
(AT Deuteronomio 28, 28)

«Allora il levita afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro *. Essi la presero e abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; la lasciarono andare allo spuntar dell'alba...»
(AT Giudici 19, 25)

«Essi scoprirono la sua nudità, presero i suoi figli e le sue figlie e la uccisero di spada. Divenne così come un monito fra le donne, per la condanna esemplare
che essi avevano eseguita su di lei.»
(AT Ezechiele 23, 10)

Così dice il Signore (a Davide): Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura...; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a loro alla luce di questo sole;
(AT II-Samuele 12,11)

Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si mariterà fuori, con un forestiero; il suo cognato verrà da lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere del cognato;
(AT Deuteronomio 25,5)

1 commento:

  1. Ho letto il commento del prof. (?) Mantellini, che non conosco, e seppur in ritardo desidererei dare una mia risposta alle sue parole. Ritengo che le sue affermazioni siano state da un lato lapalissiane, soprattutto per quanto concerne i giudizi espressi che denotano una 'predilezione' per una religione sull'altra; dall'altro lato, mi è sembrato di percepire una certa scarsa conoscenza della materia giuridico-religiosa dell'islam nel suo complesso. La questione delle interpretazioni del Corano, e di quel brano in special modo, è al centro di dibattiti da diversi anni e di certo non è possibile liquidarla semplicisticamente con parole altrui, andrebbe approfondito il contesto, ma soprattutto inquadrarlo nella sua epoca storica, soffermandosi su quanto accadeva in quel periodo e su quali fossero i legami tra gli individui all'interno della società e della coppia. Questo luogo, come lo spazio che ha accolto il mio pezzo, non è adatto ad ulteriori spiegazioni, pertanto la critica del professore alla brevità del mio articolo non è condivisibile, così come non è condivisibile la lapidaria brevità delle sue affermazioni.
    Saluti
    Chiara Scattone

    RispondiElimina