martedì 10 agosto 2010

Sinistra a fianco di Israele?

Sarebbe interessante capire a quali organizzazioni, pubblicazioni, autori, personalità politiche, Alan Krinsky attribuisce la demonizzazione di Israele. Parlare di sinistra, è troppo generico. In linea di principio, non credo che le persone di sinistra dovrebbero essere favorevoli o contrarie ad uno stato in quanto tale. Il giudizio non può che dipendere di volta in volta dalla politica dei governi. E quando uno stato è retto da un governo di destra, naturalmente non è sostenuto dall'opinione pubblica di sinistra.

Tutto l'articolo di Alan Krinsky, rimuove una questione fondamentale nel rapporto tra la Sinistra e Israele: la questione palestinese. Cioè, l'esistenza di oltre tre milioni di persone a cui non è concessa nè la possibilità di autodeterminarsi in un proprio stato, nè la cittadinanza israeliana, determinando così un apartheid di fatto. D'accordo, non è la cosa più grave del mondo, nè della storia dell'umanità, ma proprio perchè Israele è meglio dei suoi vicini, l'unica democrazia del Medio Oriente, si tratta di una pesante contraddizione. Nel dibattito pubblico, la contraddizione incide di più della cattiva coerenza.

La schiavitù era un istituto diffuso in tutte le civiltà del mondo antico, in tutte le città stato dell'antica Grecia. Ma nella narrazione storica, l'esistenza degli schiavi è principalmente ricordata in riferimento ad una città. Ogni volta che si parla di quella città, non si omette mai di dire che aveva gli schiavi. Non è Sparta, è Atene.

Proviamo a considerare che esistono anche opinioni diverse su cosa voglia dire sostenere Israele. Coloro che in passato sosteneva acriticamente l'Urss, hanno fatto un buon servizio alla causa del socialismo?  Poi, ci sono persone che hanno una migliore predisposizione a identificarsi in uno stato, in un partito, in una chiesa, in una organizzazione, e altre che si sentono un po' soffocate da questo tipo di identificazioni e perferiscono soltanto riconoscersi in alcuni principi. Altri ancora, condividendo lo stesso tipo di identificazione, ma identificandosi negli opposti, amano ritrovarsi insieme per giocare delle belle partite o delle guerre simulate.

Secondo me, in questo genere di discussioni c'è un eccesso di passione e di irrazionalità, tale da richiedere uno sforzo di distacco e di analisi critica. Un imperativo dovrebbe essere quello di identificare bene i soggetti di cui si parla e i loro comportamenti. Persone, gruppi, organizzazioni, istituzioni. Dire chi ha fatto cosa. Diversamente si agitano lenzuola, in un mondo in cui si crede ai fantasmi.

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