mercoledì 22 settembre 2010

Genitori in tarda età

Diventare genitori in tarda età suscita è qualcosa che disorienta, anche se l'età media della genitorialità sta avanzando. Quando un caso balza agli onori della cronaca, come quello recente di Gianna Nannini, molti commenti sono sfavorevoli in base a vari argomenti: la violazione dei limiti della natura, l'egoismo come motivazione prevalente, la vecchiaia come impedimento per assistere i figli.

Genitori per egoismo però si può essere ad ogni età, anche da giovani oppure a nessuna. Genitori limitati si può essere anche a venti, trent'anni, quando si è presi da se stessi, dal lavoro, dalla carriera, e non si ha ancora sufficiente maturità e disponibilità emotiva per empatizzare con i propri bambini, magari affidati ai nonni. La vita media si allunga e diventa impensabile viverne quasi meta nella condizione psicofisica dei vecchi e il nostro modo di vivere, vuoi per le difficoltà economiche, vuoi per le opportunità di carriera, non facilita la generazione dei figli da giovani. A cinquant'anni puoi iniziare ad essere un genitore, ma non un professionista. Senza possibiltà di conciliazione tra lavoro e famiglia, i figli nella prima parte della vita sono rimandati a tempi migliori.

Allora, in attesa di alternative nell'organizzazione sociale, non è un male se la scienza medica interviene per forzare i limiti della natura in tarda età. Limiti che non sono poi così ristretti. Le donne vanno in menopausa in media all'età di 52 anni e gli uomini possono generare in teoria fino alla fine della loro vita. Gran parte della nostra esistenza, nel bene e nel male, è caratterizzata dall'intervento umano che modifica la natura, dalla gestione dell'ambiente a quella dei nostri corpi. Molti di noi, lasciati al corso della natura, sarebbero morti più di una volta. Lo stesso intervento umano è parte della natura. Quel che bisogna valutare è se tale intervento favorisce o danneggia la sopravvivenza.



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