venerdì 24 settembre 2010

Stracquadanio e il legittimo prostituirsi per far carriera

Giorgio Clelio Stracquadanio, ex portaborse di Tiziano Maiolo ed oggi intellettuale di punta del Partito delle libertà, nel rispondere alla denuncia dell'onorevole finiana Angela Napoli, ha dichiarato: "È assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l'intelligenza o la bellezza che siano. È invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo". Ergo per fare carriera prostituirsi è legittimo. Una interpretazione forzata? Ma no: "Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza - insiste Stracquadanio ospite di klauscondicio- non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato".

In effetti, nelle puttane che vogliono fare carriera non c'è poi molto di male. Invece c'è molto di male nei puttanieri che vogliono fare la selezione.

Ma devo anche segnalare l'osservazione di un mio conoscente virtuale, che mi è parsa molto arguta. La riporto con le sue parole: "C'è una macroscopica falla nel ragionamento (squallido) dell "onorevole". La bellezza e' un valore, come l'intelligenza, e' vero. Ma eleggere un uomo o una donna intelligente non e' un premio alla dote, è un modo per mettere al servizio dello stato una qualita' di una persona. Mettere in parlamento una bella o un bello perche' ti concede i suoi favori significa mettere quella dote non a vantaggio dello stato ma del capo partito. Lui ci guadagna e il popolo ci rimette".

La fuoriuscita di Stacquadanio, oltre che rivelare la sua concezione del rapporto tra i sessi, rivela molto anche sulla sua concezione privatistica delle istituzioni. E della democrazia. Si fa carriera non per consenso popolare ma per asservimento ad un potente. E il potente, o un suo portavoce, ci dice che non c'è niente di male.

Qui è la novità. E' il nuovo della cultura berlusconiana. Che di "cattivo" non ha mai inventato nulla, ma ha inventato un atteggiamento che fin dai tempi di Dallas e Dinasty, rovescia i disvalori in valori. Certe cose si sono sempre fatte, ma sempre pensando che fossero male. Arrivano i berlusconiani e ti dicono invece che non c'è niente di male, anzi c'è pure del bene. E' morale evadere le tasse, è lecito prostituirsi per fare carriera, etc.

Forse il nome di Stracquadanio resterà indelebilmente legato a questa sua dichiarazione. Un po' come il nome di Ghedini alla battuta sull'utilizzatore finale. Ma non è detto, poichè egli è un grande dichiaratore, ha già un bel curriculum e ancora molta carriera davanti a sé.

Prese di posizione e controversie

Stracquadanio è anche noto per alcune sue prese di prosizione che hanno generato controversie e polemiche; ha avuto scontri verbali, tra gli altri, con il vicedirettore dell'Unità, Gianni BarbacettoMarco Lillo de Il Fatto QuotidianoMilena Gabanelli, l'attuale presidente del Cda della Rai, Paolo Garimberti, oltre a Luigi Amicone, direttore di Tempi, periodico di Comunione e Liberazione[7].

Intervista ad Il Fatto Quotidiano Il 20 novembre 2009 ha rilasciato un'intervista a Il Fatto Quotidiano in cui ha dichiarato[8]:
  • Un partito dev’essere monolitico per definizione. Se uno non è d’accordo con Berlusconi se ne va
  • alla domanda "Non è giusto che gli elettori scelgano gli eletti?": "Certo che no. Si illudono che le persone contino qualcosa".
  • Noi siamo a favore delle leggi ad personam. Sono serissimo. Non servono a difendere il cittadino Berlusconi, ma il suo ruolo politico, scelto dagli elettori.
  • sull'editto bulgaro: "Non l’ho condiviso. La lista doveva essere più lunga"
Insulti ad una giornalista dell'Unità Il 27 luglio 2010, durante una conferenza stampa di Denis Verdini su caso P3, interrompe ed insulta Claudia Fusani, giornalista dell'Unità al grido di "Cazzate, lei dice cazzate"[7][9]

Invocazione del trattamento Boffo per Fini Il 31 luglio 2010 ha invocato contro Gianfranco Fini il trattamento Boffo, riferendosi alla vicenda di dossier falsi pubblicati da Il Giornale che aveva portato alle dimissioni del direttore. [10][9]

Contro le proteste dei residenti de L'Aquila Il 7 luglio 2010, in concomitanza delle proteste a Roma dei residenti dell'Aquila per l'immobilismo del governo, ha affermato in Senato che "quella era una città che stava morendo, indipendentemente dal terremoto ed il terremoto ne ha certificato la morte civile". Il Terremoto dell'Aquila del 2009 ha provocato un totale di 308 vittime[7]. Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha sporto querela[11].

Contro i cassintegrati della Vynils Intervistato su Rai3 sul caso della crisi industriale della Vynils, il 5 settembre 2010 ha risposto ad un cassintegrato che aveva criticato l'inattività del governo: "Macché, la colpa è del fatto che fate lavorazioni troppo care". La conduttrice Bianca Berlinguer l'ha richiamato: "Ma lei sa di che parla?"[7].

A favore della prostituzione in politica A seguito della denuncia di Angela Napoli sulla prostituzione di alcune colleghe politiche in cambio di cariche pubbliche[12], ha dichiarato: "È assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l'intelligenza o la bellezza che siano. È invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo".[13][14]



Riferimenti:
Stracquadanio: "Legittimo usare corpo se si vuole fare carriera in politica"
Se si usa il proprio corpo per fare carriera (Corrado Augias)
La carriera delle donne e la voglia di reagire (Corrado Augias)
Il moralista (Sabina Ambrogi)
Speriamo non sia femmina (Ida Dominijanni)

La classe dirigente? “Una questione di tette” (Intervista a Paolo Guzzanti)

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