giovedì 23 settembre 2010

Vespa, Avallone e il decolleté

Al premio letterario di Campiello, in diretta televisiva, Bruno Vespa ha invitato il cameraman a inquadrare il decolleté di Silvia Avallone.

Un'altra scrittrice vincitrice, Michela Murgia ha censurato l'episodio. Quale che sia la sua arte, una donna in televisione viene trattata come se fosse una velina a disposizione di tutti. Comportamento deplorevole anche nei confronti di una velina.

Le reazioni sfavorevoli a Michela Murgia si attestano su queste posizioni: 1) Vespa è stato inopportuno, ma non è il caso di farne un caso. Finanche la protagonista Silvia Avallone ha dichiarato qualcosa del genere. 2) Vespa è un uomo naturalmente attratto da un bel corpo femminile, se esprime il suo apprezzamento non gliene si può fare una colpa. 3) Silvia Avallone si è presentata sul palco con un vestito scollacciato. Evidentemente voleva essere vista e apprezzata. 4) Silvia Avallone non ha reagito male agli apprezzamenti di Vespa, perchè altri dovrebbero farle da tutrice?

Un caso diventa un caso quando rappresenta qualcosa di più grande che va oltre la sua contingenza. Il Vespa che magnifica pubblicamente le tette dell'Avallone è il conduttore di una televisione che per fare audience sfrutta intensivamente ed estensivamente tette e culi femminili. E' la televisione che ha ispirato il documentario "Il corpo delle donne". Vespa è anche il giornalista che fa riferimento a Silvio Berlusconi, l'uomo politico che attraverso battute, frequentazioni, selezioni e scandali, ha amplificato un dicorso pubblico sulla donna fondato su principi maschilisti e misogini. L'uso e il discorso pubblico sulla donna, nello spettacolo e nella politica, si innestano sulla società italiana, la più diseguale d'Europa nel rapporto tra i sessi. Dunque, se può essere considerata "normale" la battuta di Vespa, in questo contesto può altrettanto normalmente suscitare irritazione.

Se è naturale per un uomo manifestare la sua attrazione per una donna, non è civile manifestarla in qualsiasi modo e in qualsiasi occasione. Specie se l'uomo in questione ha la responsabilità di gestire una situazione, i rapporti tra le persone, il rispetto dei ruoli. Il ruolo di Silvia Avallone sul palco del Campiello non era quello della preda sessuale. Per valutare l'inopportunità di Bruno Vespa basta fare due prove inconfutabili: immaginare lo stesso tipo di apprezzamento rivolto a Silvia Avallone accompagnata dal suo fidanzato; oppure immaginare Bruno Vespa invitare il cameraman a inquadrare le tette di sua moglie. Improbabile, vero? In entrambi i casi, il confine del rispetto sarebbe chiaro anche all'estimatore molesto e ai suoi fans.

Nel modo di vestire di una donna possono esserci tante motivazioni, tanti significati. Non siamo autorizzati a presumerli dandoli per scontato come segnali di indistinta disponibilità. Può esserci l'adesione ad un modello, l'imperativo di piacere e di corrispondere alle aspettative maschili in astratto: una donna si veste così. Può essere il piacere di piacere a se stessa. Può essere il piacere di piacere a qualcuno in particolare. Tutte cose molto diverse dall'intendersi e darsi disponibile a chiunque porti i pantaloni. La cui richiesta di inquadrarne il pacco è immaginabile solo in una gag comica.

Allora ci facciamo tutori di Silvia Avallone? No, siamo solo commentatori critici di un fatto pubblico avvenuto di fronte a milioni di telespettatori. Anche a me piace guardare un bel decolleté, pur cercando di farlo con discrezione. E' naturale, ma proprio perchè naturale, perchè mai dovrei aver bisogno della sollecitazione di Bruno Vespa? Se questa arriva, la commento. Se assisto ad un comportamento che giudico discriminatorio, penso che l'offesa vada oltre la persona coinvolta al di là del suo modo di incassarla. Per quanto la strada sia in salita, è tempo che anche in Italia, il maschilismo in tutte le sue forme, inizi a fare i conti con una esplicita disapprovazione sociale.

E' tempo, dando tempo al tempo. "Ilary Blasi si è offesa perché le ho chiesto di mettersi la gonna a Porta a Porta? Faccio pubblica ammenda. Ma se invitiamo in trasmissione una showgirl pensiamo si vesta sbarazzina". (Bruno Vespa, Ansa 21 settembre).


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