domenica 17 ottobre 2010

Crimini sceneggiati come fiction

Federica Sciarelli mi piace molto, la trovo simpatica, brava, professionale, da sempre una delle migliori giornaliste della Rai e, insieme a Bianca Berlinguer, il più bel volto del Tg3. A Chi l'ha visto? però ha sbagliato. Comunicare in diretta la confessione di Michele Misseri sull'omicidio di Sarah Scazzi davanti alla madre Concetta Serrano è stato a dir poco inadeguato. Anche nell'ipotesi in cui la madre fosse stata preparata e informata, quella scena resta comunque una brutta rappresentazione.

Aldo Grasso dice che non si potevano spegnere le telecamere, non si poteva non dare la notizia in diretta, nel momento in cui si presentava. Ma l'evento non era del tutto imprevedibile, lo zio era già sospettato e sotto interrogatorio da molte ore. L'organizzazione della trasmissione avrebbe dovuto tener conto dei possibili, probabili risvolti, per evitare la situazione che poi si è verificata. Si poteva evitare di avere i genitori di Sarah ospiti in diretta. Di averli in collegamento proprio dalla casa dell'assassino. Anche in quella situazione si poteva effettuare una breve interruzione per allontanare la madre. 

Massimo Gramellini ha tacciato di ipocrisia i telespettatori che si sono indignati, ma non hanno spento la TV. Il programma, non l'ho visto il 6 ottobre, solo questa sera ho preso visione dei relativi video su YouTube. Se l'avessi visto, non credo avrei spento. Immagino ci avrei messo un po' a capire cosa stava esattamente capitando. Una volta capito, avrei voluto averne adeguata cognizione: della notizia e del modo in cui veniva comunicata. In tal modo avrei contribuito allo share e a tutto il sistema che regge quello spettacolo? Forse si. Misurate con questo metro le mie azioni - da quello che mangio a quello che compro a come viaggio - sono indirettamente corresponsabili di molti altri disastri. Non credo però sia questa una buona ragione per imbalsamare il senso critico. Il gran seguito della puntata era naturale perchè il caso di Sarah Scazzi era già da diversi giorni l'argomento più seguito sui media e persino oggetto di un appello del Presidente della Repubblica. I telespettatori - ce ne sono di ogni tipo, tra quelli che hanno seguito Chi l'ha visto? come tra quelli che hanno seguito altri programmi - non sono responsabili del modo in cui si struttura una tramissione.

Il delitto di Avetrana ha rilanciato il crimine nei titoloni di prima pagina, nelle aperture dei telegiornali, su carta e su web; ha invaso edizioni ordinarie e straordinarie dei talk show e, di conseguenza, ha riaperto il dibattito sul quanta cronaca nera informa l'opinione pubblica. Una interessante inchiesta di Ilvo Diamanti riferisce che:
nel primo semestre del 2010, il Tg1 ha dedicato ai "fatti criminali" 431 notizie: circa l'11% di quelle presentate nell'edizione di prima serata. Uno spazio maggiore rispetto a quello riservato allo stesso tipo di notizie dagli altri principali notiziari (pubblici) europei. In dettaglio: l'8% la BBC, il 4% TVE (Spagna) e France 2, il 2% ARD (Germania). Va precisato, per chiarezza, che il tasso di crimini in Italia non è superiore a quello degli altri Paesi europei considerati. Semmai, un po' più basso. E aggiungiamo, per correttezza, che il TG5 mostra un andamento pressoché identico al TG1. Da ciò l'impressione - e anche qualcosa di più - che il crimine costituisca una passione mediatica nazionale. D'altronde, come abbiamo già mostrato altre volte, in queste pagine, c'è un legame stretto, in Italia, tra la percezione sociale e la rappresentazione mediale. Occorre, peraltro, evitare di ricondurre alla politica la responsabilità intera - comunque, prevalente - di questa tendenza. La politica, sicuramente, c'entra, visto l'intreccio inestricabile che la lega ai media e soprattutto alla televisione, pubblica e privata. (E l'enfasi sulla criminalità aiuta, certamente, a contenere la crescente preoccupazione sollevata da altri problemi. Per primo: la disoccupazione).
Repubblica, il giornale che pubblica l'inchiesta di Diamanti, fa la stessa cosa. L'arresto di Sabrina Misseri, in prima pagina, sovrasta ogni altra notizia, persino l'inchiesta romana su Berlusconi e figlio per evasione fiscale, mentre un altra notizia che vede vittima della violenza omicida una infermiera romena, Maricica Hahaianu, non compare nemmeno.

Il punto non è quanta informazione, ma quale. Anche la pagina politica, nel dare spazio a tante interviste e dichiarazioni inutili, nel farsi megafono di urla, insulti, pettegolezzi e diffamazioni, nel rappresentare la superficie degli eventi, è eccessiva e fa appunto dire che nei nostri giornali c'è troppa politica, mentre in verità ce n'è troppo poca.

Un importante funzionario di polizia disse tempo fa in una intervista al Venerdì di Repubblica, che il fatto di parlare molto di una certa tipologia di crimine, ne favorisce la denuncia. Se si parla molto di stupri, più stupri vengono denunciati e così via. Rompere il silenzio sulla violenza privata, sui sopprusi, le vessazioni, le molestie, le violenze che avvengono entro le mura domestiche, è un bene. Se il tutto non viene ridotto ad una fiction e se - concordo con Ilvo Diamanti - si mettono a tema e approfondiscono i problemi sociali che costituiscono la condizione favorevole di reati e delitti.

Riferimenti:
Chi l'ha visto - diretta tv - ritrovamento corpo Sara Scazzi (parte 1).avi
Sarah Scazzi ritrovata morta: i genitori informati in diretta tv a "Chi l'ha visto" 2/2
Si può staccare la spina dall'orrore? - Aldo Grasso
La macchina del dolore - Massimo Gramellini
Enrico Mentana difende Federica Sciarelli
L'assassino è fra noi, chi l'ha visto? - Ilvo Diamanti
Cara Televisione dacci la nostra ansia quotidiana - Ilvio Diamanti
La morte di Maricica Hahaianu: voi dove avreste pubblicato la notizia?

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