martedì 26 ottobre 2010

Si può dire che Marchionne fa schifo?

Su Facebook, Paolo Ferrero, segretario del Prc, ha dichiarato a caldo, domenica 24, ore 21,12, proprio mentre va in onda "Che tempo che fa": «Marchionne dice che non fa politica perchè fa il metalmeccanico. Falso. Lui fa il padrone ed è capace di una demagogia da far invidia a Berlusconi. Marchionne è un padrone di una azienda che vive sul fatto che lo stato italiano li ha riempiti di soldi. Marchionne fai schifo!» 

Nel merito il giudizio può essere condivisibile, ma lo è anche il modo in cui viene espresso? Sempre su Facebook, lo stesso Ferrero torna in argomento e ribadisce: «Qualche compagno si è scandalizzato perchè ho detto che Marchionne fa schifo. Qualche altro dice che dobbiamo essere più analitici.Io non penso che normalmente vadano usati gli insulti nei confronti degli avversari e ritengo necessario un solido impianto analitico. Ribadisco però che il tasso di malafede, di manipolazione e di demagogia che emerge dai discorsi di Marchionne chiede un giudizio netto. A me fa schifo.»

In verità, non si è scandalizzato praticamente nessuno. Il suo "stato" (così si chiama il messaggio che ciascun utente di Facebook può postare sulla propria bacheca) è piaciuto a 355 persone ed ha ricevuto 90 commenti quasi tutti favorevoli e arrabbiati. Nella discussione che segue, Ferrero afferma ancora: «Fazio è un simpatico sdoganatore del politically correct. Ho visto la trasmissione con Tronchetti Provera - "oo sccpioone" e mi è bastato». Intendendo, evidentemente, il politically correct nella concezione italiana:  essere garbati e acritici nei confronti del potere.

Soltanto un compagno ha scritto: «condivido ma, mi piacerebbe sapere chi pubblica a nome di Ferrero: questo non è certo lo stile del segretario di Rifondazione». In effetti, una questione di stile c'è. Di stile e di temperamento. Posso dire che su di me, volgarità e aggressività verbale non esercitano una grande attrazione. Si possono e si devono dire cose vere, comprensibili e incisive, senza prendere la scorciatoia dell'insulto. L'autonomia si fa valere anche nel linguaggio. Il modo in cui parli, anche quando definisci gli altri, dice chi sei tu. Perchè imitare la Lega? Conoscendo un po' Paolo Ferrero, mi sembra di vedere qui la sua testa cercare di imitare un pancia. Nell'era dei talk-show, dominata dal celodurismo, dalla volgarità e dalla maleducazione forzaleghista, è passata l'idea che il linguaggio insultante e umorale sia vincente, mentre la sinistra quando parla non si capisce

Eppure, leader vincenti e ascendenti, come Togliatti e Berlinguer parlavano in modo educato, corretto, e anche colto. Non si sarebbero mai espressi così, rivolgendosi a Valletta o a Romiti o a chiunque. Ne si sarebbero espressi così Lucio Magri, Sergio Garavini, Fausto Bertinotti. Forse si sarebbero espressi così Mario Capanna e Giovanni Russo Spena, leader di Democrazia Proletaria, piccolo partito della sinistra radicale degli anni '80, da cui Ferrero in fondo proviene. Ma non avrebbe parlato così neppure il Paolo Ferrero ministro della solidarietà sociale. Il modo in cui parli dice anche se, quale e quanta responsabilità hai. Se conti qualcosa o non conti nulla. Non c'è nulla di male ad essere in minoranza fino ad essere un piccolo, piccolissimo partito extraparlamentare. C'è qualcosa di male quando inizi a comportarti come un piccolo, piccolissimo, irrilevante partito, che punta sul chiasso e la demagogia per farsi notare un po' (smentita leghista permettendo). In questo ruolo, Paolo Ferrero risulta esteticamente stonato.

Ma vediamo più in dettaglio, perchè secondo Ferrero, Marchionne fa schifo:
«L'assenza di altri produttori di auto in Italia è stata perseguita con attenzione nel corso degli anni proprio dalla Fiat. Ricordo ancora quando a metà degli anni 80 si discusse la ford potesse comprare l'alfa romeo e la fiat fece di tutto per impedirlo. Adesso Marchionne sta facendo una doppia porcheria: Lui ha preso i soldi da Obama e sposta degli USA le produzioni ad alto valore aggiunto (a partire da auto ibrida). Poi sta vedendo se in Serbia riesce a produrre quasi a gratis le auto. Da questo punto di vista Marchionne stà demolendo il mercato perchè è lui che tira in basso i costi, agendo in completo sovvenzionamento sia in USA che in Serbia. Un vero e proprio assistito. A partire da questa situazione stà giocando a Poker. Se riesce tira giù salari e diritti in italia sfasciando il quadro constituzionale e democratico in cui ci muoviamo. Se non riesce ha la scusa per abbandonare l'Italia (dove fa 600.000 vetture, ben poca cosa) e spostare in un posto maggiormente sovvenzionato o con costo del lavoro più basso. In una situazione in cui in Germania producono 5 milioni di auto pagando i lavoratori 2500 euro al mese, io penso che Marchionne fa schifo in quanto ammanta di antipolitica e di pura tecnicalità quella che è una gigantesca operazione politica non dettata da problemi di mercato ma dalla volontà di demolire i diritti dei lavoratori in Italia e di avere facili guadagni come impresa. E' l'emblema del raider che la globalizzazione neoliberista ha generalizzato nella finanza e che lui applica alla produzione. Un essere amorale che guadagna tanto più distrugge diritti, civiltà, sicurezza di vita. In confronto un militare fa un mestiere moralmente irreprensibile, perchè almeno il rischio è reciproco, mentre Marchionne ha licenza di distruggere ma lui non è toccabile. Un esempio di grande potere privo di responsabilità. Se non è schifo questo io non so più cosa è lo schifo». (Facebook, 25 ott)

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