venerdì 12 novembre 2010

Caro xenofobo...

Dici di voler togliere la linfa vitale al potere, senza metterti contro il potere, mentre io farei il contrario. La linfa vitale sarebbero quelle persone che giungono qui da altri paesi ad ingrossare le file dell'esercito industriale di riserva, abbassando il costo del lavoro e favorirne lo sfruttamento.

Tu puoi fare questo? Tu chi sei? Un comune cittadino o gli xenofobi al governo? Se sei soltanto un comune cittadino, puoi fare ben poco, se non delegare il tuo consenso ad altri perchè facciano quello che vorresti. I tuoi referenti/rappresentanti sono il Pdl e la Lega. Questi tolgono la linfa vitale a qualcuno? No, la fanno solo girare. Le politiche xenofobe non servono per impedire che ci siano milioni di immigrati. Servono solo per impedire che siano sempre gli stessi. Servono per farli ruotare, in modo che lavorino per noi, senza avere i nostri diritti. Appoggiando queste politiche, appoggi il peggior dumping sociale.

Anch'io posso fare ben poco. E per di più delego il mio consenso a chi non riesce neppure a farsi eleggere in parlamento. Non vedo perciò cosa possa dipendere da me o dai miei rappresentati. Se tutto dipendesse da me, nel mio mondo ideale, nessuno avrebbe bisogno di emigrare. Se qualcosa dipendesse da me in questo mondo reale, potrei intervenire soltanto per correggere.

Una correzione è tale se va nel senso della praticabilità e dell'equilibrio. Una correzione non sarebbe tale se creasse ancora più squilibrio, cioè se creasse ancora più diseguaglianza di quella già esistente. Dunque, se ci sono gli immigrati, poveri, sfruttabili, facilmente ricattabili, l'unica correzione che riesco a vedere è quella di regolarizzarli, in modo che possano cercarsi legalmente un lavoro, avere un contratto, avere gli stessi diritti, così da diventare non concorrenti, ma alleati degli altri lavoratori. La differenza tra l’essere regolare e l’essere irregolare non è astratta. Il punto di partenza può essere lo stesso. Ma l’irregolare è condannato a restare sempre fermo al punto di partenza.

L'altra strada, quella del respingimento, predicata dagli xenofobi, in realtà pratica il turn over: il peggio. Sia per gli immigrati, sia per i lavoratori autoctoni. Inoltre è una misura squilibrante. Sia perchè aggrava la diseguaglianza. Sia perchè si immagina un mondo ideale nel senso dell'ingiustizia. Si, perchè non solo i giusti sono idealisti. Lo sanno essere anche gli ingiusti.

Ora, tu non sei esattamente un ingiusto (pur avendo molti tratti dello stronzo). Sei un razzista genuino, nel significato estensivo, xenofobo del termine. Sei uno a cui gli stranieri non piacciono. Ti attacchi a questo o a quell'argomento, ma la sostanza è che a te non va di vedere in giro neri e mediorientali e di sentir parlare romeno, albanese. E' una cosa che ti fa repulsione. Lo si capisce, non solo dalla disumanità con cui parli di quelle persone, senza neanche riconoscere che sono persone, ma dal modo in cui ti appassioni alle dispute simboliche. Uno che va dietro al divieto del burqa, del burkini, della costruzione di moschee e minareti, in realtà, del potere d'acquisto, del dumping, della disoccupazione, non gliene importa nulla. Un pretesto vale l'altro. Poi, può succederti di avere rapporti cordiali con i singoli. La xenofobia è una psico-ideologia. Non si materializza direttamente nei rapporti interpersonali, dove nella mente xenofoba si materializza invece l’eccezione: se tutti gli stranieri, i gay, gli ebrei, i comunisti, le donne, i meridionali, etc, etc... fossero come te!

Ma facciamo finta che i tuoi discorsi si ispirino ad una qualche razionalità economica. E che tu voglia tenere a casa loro gli stranieri, per proteggere dalla concorrenza le categorie nostrane. Puoi seriamente immaginarti un mondo in cui alcuni popoli, la maggioranza, stanno fermi, ed altri popoli, i più ricchi, la minoranza, vanno dove vogliono? Puoi immaginarti una globalizzazione a senso unico? Gli ingiusti idealisti se la sono immaginata, però non funziona. Se tu porti le tue imprese a competere nelle praterie altrui, gli altri portano la manodopera a competere nella tua. Mi sembra il minimo. Non basta dire che i nostri imprenditori non devono assumere stranieri in Italia. Bisogna anche dire che non devono assumere stranieri all'estero. Non devono andare in Romania, nè in Cina, nè in Brasile. Da nessuna parte. Perchè se vanno da qualche parte, qualcuno da quella parte viene qui. Quarantamila imprenditori italiani in Romania? Centinaia di migliaia di lavoratori romeni in Italia. Funziona così. Sei consapevole che funziona così? Gli altri sono più poveri, ma non sono deficienti.

Allora, potresti usare la tua (immaginaria) razionalità economica, per capire che mondo vuoi. Che equilibrio vuoi tendenzialmente realizzare. Mi sembra che tu non voglia il socialismo. Quindi, vuoi un qualche modello di capitalismo. Un mondo globalizzato, liberale? O un mondo fatto di tante nazioni protezioniste e autarchiche: ciascuno sta a casa sua, produce a casa sua, commercia a casa sua, lavora a casa sua, studia a casa sua, va in vacanza a casa sua, etc. E poi valuta, se in questo mondo, nei nostri confini nazionali in cui nessuno mette il naso fuori da dentro nè dentro da fuori, staremmo meglio, saremmo più ricchi, con salari più alti e tutti felici di pagare i parrucchieri venti euro e gli idraulici dai 50 euro l'ora in sù.

Nessun commento:

Posta un commento