martedì 30 novembre 2010

Figli, il disagio relativo


Ammesso (e non concesso) che il figlio nato da una cinquantenne sia disagiato relativamente al figlio nato da una trentenne, lo è solo relativamente. Ma questo è vero per il figlio di qualsiasi genitore appartenente ad una categoria svantaggiata relativamente ad una non svantaggiata. Lo stesso concetto di svantaggio è qui relativo.

Così, a parità di condizioni,

  • il figlio di un povero è disagiato relativamente a quello di un ricco;
  • il figlio di un immigrato relativamente a quello di un autoctono;
  • il figlio di un malato relativamente a quello di uno sano;
  • il figlio di un meridionale relativamente a quello di un settentrionale,
  • il figlio di un nero relativamente a quello di un bianco,
  • il figlio di un ebreo relativamente a quello di un gentile,
  • il figlio di un single relativamente a quello di una coppia,
  • il figlio di un precario relativamente a quello di un lavoratore titolare,

e via dicendo.

La maggior parte dei figli non nasce in un mondo agiato. Ed è sicuramente più disagiata di quanto potrà mai esserlo, per esempio, il figlio della Nannini.

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