martedì 30 novembre 2010

L'età più bella

Quali siano le età più belle dipende dalla vita di ciascuno. Ad ogni età si può dare il proprio contributo e quando diventiamo carenti in un aspetto, miglioriamo in un altro. Non saprei dire a 44 anni quali limiti ho rispetto a quando ne avevo 20. L'età della giovinezza è quella dei vent'anni. Poi, solo perchè la vita si è spostata in avanti, arriviamo a definire giovani i trentenni o addirittura i quarantenni. E perciò, se un genitore non può programmare di assistere un figlio fin quasi alla mezza età, è meglio che ci rinunci. Ma resta un mistero capire come questo figlio assistito fino alla mezza età, possa diventare a sua volta genitore da giovane.

Secondo me, per sostenere un punto di vista generale (il rifiuto del genitore anziano) si valorizza un solo aspetto (la prestanza fisica) esagerandolo, fino a definire un modello che, nella realtà, non corrisponde neanche ai genitori giovani, i quali raramente sono campioni di atletica, calciatori di serie A o anche soltanto ginnasti dilettanti. Quando ai giardini o sulle piste ciclabili vedo qualcuno fare footing, di solito è una persona di mezza età.

Se fossi costretto ad affidare mio figlio a qualcun altro, non credo sceglierei un atleta. Vorrei un filosofo. Una persona dotata di empatia, capace di raccontare le favole, di ascoltare, parlare, interpretare di giocare (ma i giochi dei bambini sono quelli che si fanno sul tavolo o sulla moquette o ai giardinetti soprattutto con sabbia, paletta e secchielli, i giochi sportivi si fanno poi con gli amici). Una persona che ha molta disponibilità di tempo. Che capisca di alimentazione. Che sappia guardare i programmi giusti in TV. Che sappia gestire il computer e Internet. Cercherei di affidarlo ad una persona matura. Quale che sia la sua età.

Per come è organizzata la nostra vita sociale, è molto facile che genitori giovani debbano spesso affidare i figli a qualcun altro. Magari ai nonni! Che diventano i veri educatori.

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