giovedì 4 novembre 2010

L'omofobia di Berlusconi



Per trarsi d'impaccio dal Rubygate, Silvio Berlusconi ha dichiarato che "è meglio avere la passione per le ragazze che essere omosessuali". Che dire? Se fossi gay non me ne vergognerei. O meglio, cercherei di non vergognarmene, avendo la percezione che gran parte del contesto mi suggerisca il contrario, quanto meno di non ostentare. Ma finora sono stato solo eterosessuale e non mi sono posto il problema. Non avendo mai (per ora) vissuto nè ricercato esperienze omosessuali, non sono in grado di fare il confronto tra una situazione e l'altra, per dire quale sia meglio. Il presidente del consiglio ha molta più vita ed esperienza di me. Magari ha ragione e sa di cosa parla. Ma resta il fatto che quel che ha detto è inopportuno ed ha una forte valenza offensiva. Tra due cose, se una è meglio, l'altra è peggio. E' un giudizio di valore. Fosse pure fondato sull'esperienza personale, rimane troppo somigliante ad un pregiudizio. Il vecchio pregiudizio omofobo. Storico tratto identitario della destra tradizionale.

Un tempo erano i fascisti a distinguersi per battute omofobe. Storace, dì qualcosa di destra. E lui: "Ah froci!" Autoironico e azzeccato. Sempre Storace, stavolta serio, durante una rissa in parlamento, rivolto a Mauro Paissan (credo nel 1995): "Non toccarmi con le tue unghie da checca". Per commentare la bocciatura di Buttiglione a commissario europeo, nel 2004, Mirko Tremaglia dichiarò "Povera Europa: i culattoni sono in maggioranza". Gianfranco Fini, quando ancora non era evoluto, proponeva di escludere gli omossessuali dall'insegnamento nella scuola elementare. Dibattendo con Luxuria, Alessandra Mussolini ebbe modo di esclamare: "Meglio fascista che frocio!". Di recente, Buttiglione ha filosofeggiato sull'essere  omosessuali oggettivamente e moralmente sbagliato: come non pagare le tasse. Un cantante a lui molto prossimo, Povia, cantò due anni fa a Sanremo, una canzone dedicata alla "cura" degli omosessuali: "Luca era gay". In un altra conferenza stampa, Berlusconi disse che "noi non siamo mica dell'altra parte". Il "trattamento Boffo", la campagna del Giornale di famiglia contro il Direttore dell'Avvenire era incentrata sulla presunta identità omosessuale della persona presa a bersaglio. Ecco, ho citato solo i fatti e le battute che  ricordo, senza fare alcuna ricerca. Diversamente, invece di scrivere il paragrafo di un post, potrei scrivere un intero blog. Questo è il background di buona parte della nostra destra. Il disprezzo per i gay, cioè per l'uomo che si fa donna, e dunque il disprezzo per la donna. Sessismo e omofobia a braccetto, nelle battute, nei modi di pensare, nello stile di vita.

Una linea di difesa consueta è quella di Vittorio Sgarbi: ormai le battute sui gay si possono fare, tanto la discriminazione non esiste più. Ma una volta si facevano proprio perchè c'era. Sarebbe come dire: dato che non ci sono più lo schiavismo e la segregazione, possiamo permetterci di essere razzisti, dato che non ci sono più i pogrom e le persecuzioni, possiamo permetterci di essere antisemiti, dato che non c'è più la discriminazione della donna, possiamo essere misogini. L'essere pari sostituito all'essere dispari come buon motivo per infierire. Pari o dispari, stessa solfa. D'altronde quel'infierire non è mai solo una conclusione, ma soprattutto un presupposto fondante, viene prima, è un pre-giudizio. Si cala a priori in qualsiasi mondo. 

Ma davvero non c'è più la discriminazione? Basti leggere le battute sopra citate. Gli eterosessuali in quanto tali si sono mai beccati qualcosa di simile? Si sono mai dovuti vergognare di fronte a se stessi, ai propri genitori, alla propria famiglia, nel rivelarsi? Sono mai stati dileggiati a scuola o dagli amici? Hanno mai avuto paura di camminare per mano con una ragazza, di abbracciarla, di baciarla, per il solo fatto che fosse una ragazza? Hanno mai subito un'aggressione per il loro orientamento sessuale? Un licenziamento? Si sono mai sentiti insultare da questo o quel personaggio pubblico e persino dal capo del governo? Questa differenza cosa è se non discriminazione?

Certo, l'omofobia berlusconiana non è odio e ostilità. E' un sentimento di disprezzo "leggero", ma pervasivo, fa da sottofondo, è un'atmosfera. Un disprezzo tacito, implicito, che può persino conciliarsi con la simpatia, come succede a molti di noi con gli animali domestici. Non gli riconosciamo la nostra stessa dignità, ma li amiamo e li proteggiamo. Allo stesso modo funzionano la misoginia e l'omofobia prevalenti. Un omosessuale può pure farmi da portavoce o da fenomeno di baraccone nelle mie televisioni, anzi ben venga. Poi se torna utile, in un paese tendenzialmente maschilista, l'omofobia posso usarla come collante, per richiamare a me e mobilitare quel che c'è di reazionario nel paese. L'omofobia come l'anticomunismo. Nichi Vendola, suo probabile antagonista alle prossime elezioni, materializza entrambi gli spettri. Una battuta calcolata dice Paolo Guzzanti. Più probabilmente un calcolo istintivo. A destra, almeno in questa destra berlusconiana, la testa e la pancia sembrano accordarsi naturalmente, senza trovarsi mai in contraddizione.


Riferimenti:

1 commento:

  1. sottoscrivo il post in maniera integrale...sei stato chiarissimo e come al solito denoti una brillante intelligenza nella esposizione. Grazie per scrivere!

    RispondiElimina