martedì 30 novembre 2010

Parole sporche: "Il ricatto"


Lorenzo Guadagnucci racconta come si forma un immaginario xenofobo attraverso l'uso di parole sporche: Clandestino, extracomunitario, vu cumprà, nomade, zingaro, che sarebbero da mettere all'indice nella comunicazione.

Un pensiero sbagliato si esprime in parole sbagliate e l'uso di parole sbagliate dà forma ad un pensiero sbagliato. Le due cose, secondo me, sono legate.

A volte questo uso è specifico. Penso a come Pierferdinando Casini, ospite ad Annozero (11.11.2010), ha definito la protesta degli immigrati di Brescia saliti sulla gru per rivendicare il permesso di soggiorno dopo aver pagato i contributi convinti da uno dei tanti annunci del governo poi smentiti di potersi regolarizzare. Lo ha definito: "ricatto". La parola è adeguata per descrivere la protesta?  A me sembra proprio di no.

Io ti ricatto, se minaccio di farti un danno, a meno che tu non faccia quel che ti chiedo. Minaccio un tuo diritto per estorcerti qualcosa che non corrisponde al tuo dovere. Gli immigrati sulla gru hanno minacciato i diritti di qualcuno? No. Hanno soltanto difeso i propri. Non è dovere dello stato garantire la regolarità del lavoro e dunque dei rapporti contrattuali? Garantire uno status giuridico ad ogni lavoratore? Ad ogni persona?Secondo me, si. Quindi con una protesta, è stato chiesto qualcosa che corrisponde ad un dovere. Ed è stato chiesto facendo violenza su se stessi. Solo per poter essere presi in considerazione. Mettendo a repentaglio la propria vita, la propria incolumità. Se non avevano intenzione di buttarsi giù, certo potevano cadere.

Se questo è un ricatto, allora qualsiasi protesta, sciopero, sciopero della fame, è un ricatto. I curdi che si danno fuoco davanti alle ambasciate turche o direttamente in Turchia per chiedere il riconoscimento della propria nazionalità, sono dei ricattatori. E' plausibile?

Piuttosto vedrei un ricattatore in Marchionne, quando dice: io ti tolgo il lavoro (che è un diritto) se tu non lavori al ritmo che dico io, rinunciando ai tuoi diritti sindacali e costituzionali (rinuncia che non è un dovere).Ma guarda caso, in questo caso Casini sta con Marchionne.

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