venerdì 12 novembre 2010

Sulla concorrenza degli stranieri

I lavoratori non si offrono a meno soldi. Sono i padroni che offrono loro meno soldi. Il lavoratore può accettarli o rimanere disoccupato. Chi ha il sostegno della famiglia o del welfare può scegliere di aspettare una opportunità migliore. Chi non ha questi sostegni, è costretto a lavorare alle condizioni del padrone. Succede anche agli italiani. D'altra parte, se l'aumento del salario porta ad un aumento dei prezzi e delle tariffe, la compressione salariale porta alla diminuzione dell'inflazione. Salari bassi porteranno ad un costo della vita più basso. Come fanno a vivere gli operai polacchi con 400 euro al mese?

Riguardo i lavoratori autonomi che fanno prezzi più bassi, i casi sono due: 1) effettivamente il servizio o il prodotto ha un valore basso e allora perchè dovrebbe avere un prezzo più alto? Se sei capace di fare un prodotto di maggior valore puoi competere lo stesso, se non sei capace allora fino adesso ci hai imposto un prezzo disonesto e meno male che arriva qualcuno a fartelo abbassare. 2) Il tenore di vita del nostro concorrente è più basso, così come le sue aspettative di arricchimento o anche solo di mantenimento. Non tutto il mondo ritiene che per sopravvivere siano necessari cambiare il cellulare una volta l’anno con fotocamera e videocamera incorporati, avere il computer portatile, navigare in Internet, avere due macchine accessoriate, un televisore e uno stereo per stanza, la casa sempre riscaldata, tre portate a pranzo e a cena, l’aria condizionata d’estate, un mese di vacanze e viaggi, il cinema, la pizzeria, la discoteca, l’abito griffato, il rolex, il lifting, la palestra (la nostra coperta corta, insomma...).

Un modello di vita più austero comporta un commercio più austero. Se riesce a batterci nella concorrenza, forse il nostro modello è invece troppo consumista. Rinunciamo a qualcosa e abbassiamo i prezzi anche noi. D’altra parte, nel libero mercato è legittimo competere anche sui prezzi. Ai miei tempi, quello che faceva i prezzi più bassi era visto come più onesto, più sobrio, non come un lestofante. Oppure come qualcuno che vendeva roba di scarsa qualità. E allora la scartavamo. Pare che l’orientamento prevalente del consumatore sia quello di orientarsi verso il prezzo medio, tra quello che costa di più e quello che costa meno.

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