L'altra idea, quella secondo cui, la sconfitta si spiega con la partecipazione al governo Prodi, rivelatasi inconcludente, poichè quasi nulla del programma della sinistra radicale è stato salvaguardato, affronta l'analisi su un piano più attuale, ma al momento di spiegare come è potuto succedere, evoca un difetto di valutazione dei rapporti di forza (Paolo Ferrero): pensavamo di poter condizionare il governo, insieme al sindacato, ai movimenti, e invece il governo, i riformisti, sono stati condizionati, non da noi, ma dalla Confindustria, dai poteri forti. Ma se Rifondazione è stata così erroneamente ottimista, come mai ha puntato quasi tutto sulla presidenza della Camera, anzichè su una forte presenza ministeriale?
Credo che il Prc abbia sbagliato previsione in questo: nel credere che il governo Prodi avrebbe potuto godere della stessa aurea del 1996-98, gli anni dell'ingresso dell'Euro, con guadagni di consenso per tutti, con la possibilità di inscenare, se non la rappresentanza, perlomeno la rappresentazione di un condizionamento da sinistra.
Naturalmente, la Sinistra Arcobaleno non poteva essere onnipotente e sulla spiegazione dell'esito elettorale pesa in ogni caso la campagna del voto utile e la torsione bipartitica del sistema elettorale. Il comunismo sopravvive anche nel frontismo.
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