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domenica 10 agosto 2008
I primi cento giorno del governo Berlusconi
venerdì 11 luglio 2008
Bankitalia alleata imprevista
Dai sondaggi risulta che la maggioranza degli italiani sia contraria al lodo Alfano, la legge che mette al riparo le prime quattro cariche dello stato dalle inchieste e dai processi giudiziari, per salvare Berlusconi dalla prevedibile sentenza di condanna per corruzione in atti giudiziari, nel processo Mills. Tuttavia, questa contrarietà non modifica il giudizio complessivo su Berlusconi e il suo governo, la cui fiducia pare ancora abbastanza elevata. Insomma, si pensa male del modo in cui il cavaliere usa il suo potere per sottrarsi alla giustizia, senza farne una discriminante, come se fossero altre le cose importanti.E in effetti, altre cose importanti non mancano: dalla pressione fiscale al potere d'acquisto dei salari. La contesa si giocherà qui e ciò mette in evidenza i limiti di piazza Navona, non tanto e non solo il primato di Grillo e Guzzanti, quanto l'assenza dei temi sociali di questa prima manifestazione di opposizione. Lo dice Rifondazione, specie Paolo Ferrero, che bisogna condurre una opposizione sociale al governo e, alleato imprevisto, di questa tesi (facciamo finta che sia così), è arrivato niente di meno che il governatore della Banca d'Italia a denunciare la questione salariale: potere d'acquisto fermo da quindici anni; e a confutare la Robin Hood Tax: i cui maggiori costi per banche e petrolieri saranno prevedibilmente traslati sui rincari.
giovedì 10 luglio 2008
Il PD seduto sulla riva del fiume
Il presidente del consiglio imputato per corruzione in atti giudiziari, ottiene dalla sua maggioranza l'approvazione di una legge che stabilisce l'immunità per le più alte cariche dello stato. Oltre a lui, il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera, il Presidente del Senato. In tal modo, spiega D'Alema si coinvolgono le più alte cariche dello stato, per dare l'impressione di una norma di interesse generale, mentre invece si tratta solo di mettere al riparo il premier dal rischio di essere condannato. Contestualmente lo stesso premier era pronto a bloccare centomila processi, pur di bloccare il suo. E' stato intercettato nelle conversazioni telefoniche con un funzionario Rai, Saccà, a cui prometteva sostegno nella sua attività imprenditoriale in cambio della sistemazione di alcune sue amiche e amiche o mogli di senatori il cui voto era necessario per far cadere il governo Prodi. Dunque, provvedimento contro le intercettazioni, gli editori e i giornali che le pubblicano. Insomma, il proseguimento ad oltranza delle leggi ad personam. Con che coraggio, ma soprattutto con quale consenso.Nella sua maggioranza sembra non scricchiolare nulla e il Partito democratico rinuncia a condurre una effettiva opposizione: è convinto, forse non a torto, che su questo terreno il premier sia imbattibile, poichè alla maggioranza degli italiani, non interessa se il capo del governo si fa le leggi per risolvere i propri affari privati, o se è contraria, non lo è in modo determinante. Altri sono i problemi su cui mobilitare l'opinione pubblica. Ma quali altri, se sulle questioni di fondo dell'economia, della politica sociale, della politica estera, in fondo, tra PD e PDL le differenze sono molto tenui. Forse, probabile, la crisi economica farà il suo corso, anche a danno dei consensi del governo. Allora non resta che sedersi in riva al fiume e aspettare che ne passi il cadavere. Sembra questa, di fatto, la strategia di oppozione di Veltroni. C'è solo da sperare che quel cadavere che passerà, sia solo del governo.
venerdì 4 luglio 2008
Mara Carfagna inadeguata?
In riferimento alla possibile pubblicazione di nuove intercettazioni telefoniche relative a conversazioni tra Berlusconi e Saccà, il capogruppo dell'Italia dei Valori, Donadi, ha retoricamente domandato cosa sarebbe successo se Clinton avesse fatto ministro Monica Lewinsky. Di seguito, Filippo Facci, editorialista del Giornale di Berlusconi, ha scritto un articolo sul Riformista, chiedendo le dimissioni di Mara Carfagna, perchè in politica solo dal 2006, reputandola perciò inadeguata per il suo ruolo. Dunque, la Carfagna sarebbe come la Lewinsky e si dovrebbe perciò dimettere. Posto che essere come la Lewinsky non costituisce nessuna colpa, è pur vero che non costituisce neppure titolo di merito per accedere al governo, tuttavia si diventa ministri per nomina del capo dello stato su proposta del presidente del consiglio incaricato. Ora si pongono due questioni: 1) Quali titoli di merito possono vantare gli altri ministri, ancorchè uomini, per esempio quello della Giustizia, oppure, per citare un'altra carica, la seconda dello stato, il presidente del senato? 2) Quale titolo di merito ha un presidente del consiglio che, seleziona con metodi discutibili, ministri così "inadeguati"?martedì 10 giugno 2008
Doppio passo sui reati e fiducia contro senso
Il governo Berlusconi vuole vietare le intercettazioni telefoniche tranne che per i reati gravissimi (associazione mafiosa e terrorismo) e vuole depenalizzare i reati in violazione delle normative di sicurezza sul lavoro. Nel suo precedente mandato, ha depenalizzato il falso in bilancio. Sempre il governo Berlusconi vuole introdurre il reato di immigrazione clandestina e quello della prostituzione in strada. Militarizza le discariche, tratta con il manganello la protesta, e criminalizza gli zingari. A dir poco due pesi e due misure, di segno etnico e classista.Questo doppio passo, non sembra affatto incidere in negativo sui consensi di cui continua a godere il centrodestra nel paese. Anzi, pare incidano in positivo. Secondo un sondaggio Ipr-Marketing, condotto per Repubblica, cresce la fiducia nel governo, in particolare nei confronti del ministro Brunetta, quello che promette di licenziare i fannulloni tra gli statali. Proprio per questo.
Non voglio adesso fare analisi e considerazioni, quanto manifestare il mio disagio in contro senso.
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