Visualizzazione post con etichetta Niqab. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Niqab. Mostra tutti i post

venerdì 16 luglio 2010

Velo integrale, libertà di scelta

Il velo integrale può essere l'una e l'altra cosa: una forma di oppressione (e in tal caso va perseguito l'oppressore); una libera scelta identitaria (e in tal caso va rispettata).

Una mia amica iraniana dice che lo stato laico e democratico (a differenza di quello teocratico e autoritario) non deve legiferare su quali e quanti centimetri di pelle il corpo di una donna deve tenere coperti o scoperti. Deve solo tutelare la libertà di vestirsi come si vuole.

In Italia, esiste una legge, la 152/1975, che vieta di coprirsi il volto. Ma c'è anche un pronunciamento del Consiglio di Stato secondo cui una persona può indossare il velo per motivi religiosi, culturali e le esigenze di pubblica sicurezza sono soddisfatte dal divieto di utilizzo in occasione di manifestazioni e dall’obbligo di tale persona di sottoporsi all’identificazione e alla rimozione della copertura.

Per me bisogna perseguire qualsiasi autorità pubblica o privata voglia imporre il velo alle donne.  Le norme per farlo esistono già. Nello stesso tempo bisogna evitare di mettere le donne tra l'incudine e il martello, costrette a scegliere tra la sanzione dello stato e quella del marito o dell'iman, così pure bisogna evitare di disconoscere la loro libertà di scelta.

Come nel caso della prostituzione. E' doveroso perseguire gli sfruttatori. Magari i clienti, ma non le prostitute. E anche se dispiace, accettare che una donna scelga liberamente di prostituirsi.