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venerdì 6 agosto 2010

Berlusconi e Minzolini in festa



Fa un certo effetto vedere l'espressione gaudente del direttore del Tg1 corrispondere l'espressione altrettanto gaudente del presidente del consiglio, alla festa di compleanno del ministro Gianfranco Rotondi, poco dopo o poco prima aver letto un editoriale che plaude all'espulsione di Gianfranco Fini dal Pdl. Un effetto materializzante. Privo di rivestimenti. Augusto Minzolini è noto, almeno nella pubblicistica dei suoi detrattori, come il più serio e determinato competitore di Emilio Fede. Persuasione evidentemente condivisa da un parte dei telespettatori, a giudicare dalle flessioni degli indici di ascolto del Tg1, il meno seguito nella storia di quel telegiornale.

Evoluzioni

«Ad urne chiuse voglio spiegare a voi telespettatori perché il Tg1, malgrado le polemiche, ha avuto una posizione prudente sull’ultimo gossip o pettegolezzo del momento: le famose cene, feste o chiamatele come vi pare, nelle dimore private di Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli o Villa Certosa. Il motivo è semplice: dentro questa storia piena di allusioni, testimoni più o meno attendibili e rancori personali non c’è ancora una notizia certa e tantomeno un’ipotesi di reato che coinvolga il premier e i suoi collaboratori.
Accade che semplici ipotesi investigative e chiacchericci si trasformino in notizie da prima pagina nella realtà virtuale dei media, o per strumentalizzazioni politiche o per interessi economici. E’ avvenuto in passato, come ricorderete, quando si tentò di colpire il presidente del consiglio di allora, Romano Prodi, strumentalizzando la foto che ritraeva un suo collaboratore in una situazione definita “scabrosa”. E’ accaduto più volte in queste settimane in cui è stata messa sotto i riflettori la vita privata del premier in nome di un improvviso moralismo: abbiamo visto addirittura celebri mangiapreti vestire i panni di novelli Savonarola.
Queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici, non hanno nulla a che vedere con l’informazione del servizio pubblico -assicura Minzolini- Nella settimana in cui gli Stati Uniti hanno scelto le nuove regole per proteggere il risparmio nel mondo, mentre esplodeva il caso Iran, e alla vigilia del G8, sarebbe stato incomprensibile privilegiare polemiche sul gossip nazionale solo per scimmiottare qualche quotidiano o rotocalco. Questa è la linea editoriale del Tg1 che vi ho promesso, cari telespettatori, fin dal primo giorno. E che continuerò a garantirvi».

(Augusto Minzolini, Tg1, 21 giugno 2009)

“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”

(Augusto Minzolini, Repubblica 29 ottobre 1994)

domenica 21 settembre 2008

Carramba che propaganda

Carramba che fortuna - Video sigla Belli come Richard Gere / Richard... Gere / Forti come Schwarzenegger / Schwarze... negger / Colti come Umberto Eco / Umberto... Eco / Casti come Formigoni / Formigoni / Noi siamo così / Bravi come Pavarotti / Pava... rotti / Ricchi come Berlusconi / Berlusconi / Noi siamo così / Cha cha cha.

E' il ritornello conclusivo della sigla di apertura di "Carramba che fortuna", condotto dalla eterna Raffaella Carrà. Un elenco di aspirazioni positive (alcune indiscutibili) associate a personaggi modello che le realizzano e le incarnano, nella forma di un ritornello destinato a ronzarti nella testa, diffuso in prima serata come sigla di apertura di un popolarissimo varietà. Pura propaganda subliminale. Neanche tanto subliminale, per il presidente del consiglio e per il presidente della Regione Lombardia. Due politici del medesimo schieramento. Che il ritornello possa essere inteso come canzonatorio, concorre ad umanizzare, rendere simpatico. Nella mente umana, come su Google, la precedenza nella graduatoria della popolarità è data dalla quantità delle citazioni e dall'importanza di chi le cita. Mi spiace per Raffaella Carrà, da mostro sacro a occulto galoppino. Come si dice: Rai di tutto, di più. Infatti, si veda Toccata e fuga.