Si invita a contestualizzare, a non guardare a ieri con gli occhi di oggi, così come facciamo con Giulio Cesare, senza troppo curarci di quello che fu il destino dei galli. Ma gli occhi di Giacomo Matteotti, dei fratelli Rosselli, di Giovanni Amendola, di Pietro Gobetti, di Antonio Gramsci, sono di ieri o di oggi? E con Cesare come ci comportiamo? Noi vediamo la guerra gallica anche dal punto di vista dei galli. Tra le cose buone di Cesare non includiamo il massacro di un milione di galli. Abbiamo una idea vagamente positiva di Vercingetorige. E abbiamo da molti anni un fumetto molto popolare (Asterix e Obelix) che simpatizza per i galli e ridicolizza i conquistatori romani. Di Cesare pensiamo bene, perchè gli attribuiamo una funzione progressiva, lo collochiamo nel campo democratico dell'epoca, la migliore fra tutte le alternative, perchè migliorò la condizione materiale di vita nelle province. Ma pensiamo piuttosto male del resto del suo triumvirato: di Pompeo e soprattutto di Crasso, di cui ricordiamo la fallimentare spedizione contro i parti, quasi quasi solidarizzando con i parti che, si narra (e la leggenda ce la tramandiamo fino ad oggi come se fosse stata una sorte più meritata che crudele) lo uccisero facendogli bere dell'oro fuso, per punirlo della sua avidità. Nell'Italia degli anni 1922-1945, sarebbe Mussolini l'equivalente di Cesare? Il più democratico di tutti i leaders, a parte Clodio? E Pompeo e Crasso chi sarebbero. E le province che migliorano le proprie condizioni di vita, quali? Libia e Abissinia? E le gloriose imprese militari che ne illustrano l'onore e il coraggio, quali? L'aggressione alla Francia già battuta dalla Germania?
Per spiegare cosa rimane del fascismo, si arriva anche a citare Giuseppe Mazzini il padre dei repubblicani. E' vero che tempo fa comparve un articolo di Panebianco sul Corriere della Sera che riconduceva la triade Dio-Patria-Famiglia, non al fascismo, ma a Mazzini. Tuttavia, il riferimento è molto generico e il modo di declinare quelle parole può essere completamente diverso. In nome di dio si è fatto di tutto e il suo contrario. La famiglia possono essere anche i pacs, i dico, le coppie di fatto, le unioni omosessuali. L'idea di patria ha un valore, se vuoi unire un paese diviso in tanti stati e liberarlo dalla dominazione straniera, per divenire uno stato sovrano tra stati sovrani. Ne assume uno diverso se vuoi soggiogare altri popoli, per divenire un impero.
Nessun commento:
Posta un commento